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Montecatini

la polemica 

Terme, è Marco Baldassarri il legale della maxi parcella

David Meccoli
Terme, è Marco Baldassarri il legale della maxi parcella

Fanucci (Pd) e Magnani (M5S) all’attacco della società dopo la fattura di 1,6 milioni presentata dall’avvocato di Pistoia per compensi professionali dal 2002 al 2018 

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MONTECATINI. Tutti contro le consulenze esterne alle Terme. Anche se in pieno agosto, non si ferma l’azione delle opposizioni, che chiedono di vederci chiaro anche in virtù delle “rivelazioni” dell’amministratore unico Alessandro Michelotti della fattura da 1,6 milioni presentata alla società dall’avvocato pistoiese Marco Baldassarri, come risulta da una scrittura privata – pubblicata sul sito delle Terme – con cui la società affida a un legale l’incarico per assistenza, consulenza e difesa stragiudiziale relativa alla vertenza con Baldassarri. Una maxi parcella, quella dell’avvocato pistoiese, per attività giudiziale e stragiudiziale in favore delle Terme spa svolta dal 2002 al 2018.

Ma torniamo alla polemica politica. «In merito ai recenti pronunciamenti della Corte dei conti sulle Terme – scrive in un’interrogazione il capogruppo Pd Edoardo Fanucci – è emerso in commissione partecipate quanto segue: la società non pone in essere procedure competitive per assegnare consulenze ordinarie e straordinarie; le banche hanno, di fatto, scelto aziende di consulenza poi pagate profumatamente dalla società (per il futuro pare che tale pratica venga riproposta); la società non ha una struttura organizzativa idonea a una gestione efficiente ed efficace».

«Quanto sopra– prosegue Fanucci – ha portato la commissione a redigere un documento di indirizzo condiviso, suggellato da voto unanime, rivolto al sindaco, con richiesta di un suo intervento immediato. Inoltre, nel corso della relazione dell’Au è stata data evidenza dei professionisti e delle relative parcelle emesse nei confronti della società. Tuttavia, nonostante sia stato fatto riferimento a una prestazione professionale da 1, 6 milioni di euro, la commissione non è stata in grado di capirne motivazioni, tempistica, modalità di assegnazione e prestatore d’opera professionale a cui si riferisce la parcella».

Pertanto l’ex deputato chiede al sindaco di farsi carico di approfondire e chiarire la vicenda nel primo consiglio comunale.

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Simone Magnani, capogruppo cinque stelle e presidente della stessa commissione partecipate.

«Nell’ultima commissione – scrive il grillino – è stato votato, da tutte le forze politiche, un atto d’indirizzo che pone come obiettivo una maggiore trasparenza e organizzazione della società Terme. Venerdì ho protocollato una mozione che rappresenta un primo importante passo in quella direzione. È il momento di tracciare un solco nella storia delle Terme: da un lato dovremo segnare responsabilità ed errori e dall’altra indicare una strada per uscire dalla palude in cui hanno messo il nostro patrimonio».

«Se questa mozione sarà approvata – spiega Magnani – il sindaco avrà delega per chiedere la convocazione dell’assemblea dei soci e richiedere ai revisori dei conti della società un’indagine in merito alla maxi notula del legale e soprattutto una relazione sulle delibere dell’assemblea adottate con il solo voto del socio di maggioranza. L’obiettivo è di verificare eventuali responsabilità degli amministratori nella gestione della società ed eventuali danni patrimoniali che le decisioni della Regione possono aver causato». —

David Meccoli

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