Il presidio
«Alle Terme mancano professionalità e i servizi ne risentono»
Montecatini, la sindacalista Brotini rimarca la necessità di riportare all’interno quelle figure che con il tempo sono sparite anche a causa dei pensionamenti
MONTECATINI. Tagli al personale (in realtà pochi, quelli fatti nel recente passato), ma soprattutto mancato ricambio per alcune figure chiave: sono questi i motivi che hanno portato a ricorrere a tante consulenze. Ed è per questo che la corte dei conti, in una recente relazione, ha bacchettato duramente le Terme, “colpevoli” (a suo modo di vedere) di aver accumulato, nel solo 2018, 400mila euro in prestazioni esterne.
«Stanno iniziando a mancare diverse figure professionali e a risentirne non possono essere che i servizi», conferma ora Luisella Brotini, Filcams Cgil. Sulle consulenze l’amministratore unico della società, Alessandro Michelotti, si è già difeso precisando che – per errore – è stato trasmesso un elenco “comprensivo anche di prestazioni relative agli anni precedenti, ma pagate nel 2018, e di incarichi conferiti nel 2019».
«In realtà – ha spiegato l’Au – nel 2018 gli incarichi si sono limitati a 242mila euro e di questi 70mila andranno alla società incaricata di redigere il nuovo piano industriale”. Ma la vera e propria “spesa pazza” viene da un’altra voce. Sulla scrivania dell’Au è infatti arrivata una lettera di un avvocato di Pistoia che ha presentato un conto dalla cifra monstre di 1,6 milioni di euro. Tanto che sono in molti a chiedersi se non sarebbe il caso, per le Terme, di dotarsi di un legale interno all’azienda, viste anche le tante cause e i numerosi contenziosi che periodicamente emergono dalla Palazzina Regia (sede della società).
Ma come fare a fronteggiare queste emergenze se sono stati proprio i professionisti a sparire progressivamente dalle stanze della direzione termale? «Mi viene contestato – ha detto l’Au Michelotti durante l’ultima audizione in commissione società partecipate – il fatto che in azienda mancano alcuni importanti quadri. Ma io sono arrivato a febbraio dello scorso anno e ho trovato una società in precedenza sventrata, privata di parte del personale. Il nostro obiettivo primario resta l’aumento dei ricavi, ma come facciamo se mancano le persone giuste al posto giusto?».
E non a caso una delle prime decisioni assunte dall’Au fu quella di reinserire in azienda Massimo Giovanetti, “prepensionato” ai tempi della gestione Arabella Ventura, ma poi richiamato (come consulente esterno) per gestire gli eventi e stipulare i contratti di affidamento di alcune strutture termali. “Un’azienda ormai ingovernabile”, come l’ha definita il presidente dalla commissione Simone Magnani. Ora la conferma arriva anche dal sindacato.
«Purtroppo – dice Luisella Brotini – iniziano a mancare alle Terme professionalità in grado di garantire un adeguato standard di servizi. Per esempio personale in grado di costruire una rete con i medici di base, o in grado di fare promozione oppure specialisti come massofisioterapisti. Nel tempo sono stati esternalizzati i servizi medici e sono andate in pensione (e non sostituite) figure importanti a danno dei servizi alla persona e alla gestione caratteristica dell’azienda, che ora rischia di subire gravi danni».
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