Il presidio
Spunta l’ipotesi supermanager per il termalismo toscano
Nell’ambiente circola il nome di Lino Gilioli, 62 anni, grande esperto del settore ma l’assessore Fratoni frena: «Quando avremo certezze, le comunicheremo»
montecatini. Un supermanager che gestisca in maniera congiunta le tre terme pubbliche toscane (oltre a quelle di Montecatini, anche le strutture di Casciana e Chianciano). È quanto emerso lunedì in commissione società partecipate («La Regione dovrebbe aver già individuato il nome, forse ci siamo», ha detto l’amministratore unico delle Terme montecatinesi Alessandro Michelotti). Tutti gli indizi sembrano convergere verso Lino Gilioli, conosciutissimo nell’ambiente del termalismo italiano e nome indicato a suo tempo anche dalle associazioni degli albergatori. Ma l’assessore regionale Federica Fratoni frena: «Non c’è ancora niente di concreto».
FIGURA DI COORDINAMENTO
Una sorta di consulente “generale”, quindi. Prima si sarebbe detto “direttore”, ma è dai tempi di Nicola Fortunati che questa parola evoca alte spese per la società ed è quindi stata cancellata dal vocabolario termale nostrano. Ma che ce ne fosse invece bisogno lo aveva detto lo stesso Michelotti in un’intervista al Tirreno pubblicata poco dopo il suo insediamento in Palazzina Regia (avvenuto nel febbraio 2018).
UNA CARICA NECESSARIA
L’Au, allora, spiegò che quella del consulente era una carica «indispensabile». Concetto ribadito dagli albergatori durante un convegno (gli stati generali delle Terme) organizzato lo scorso maggio. Sembra che ora sia stato definito il nome del candidato ideale, peraltro sostenuto più che calorosamente dalle categorie economiche.
CURRICULUM
DA TOP MANAGER
Lino Gilioli, 62 anni, ha un curriculum concentrato nel settore termale. Per riportare solo alcune delle sue esperienze lavorative: direttore generale e amministratore delegato Riccione Terme Spa; consulente Terme Castel San Pietro; amministratore delegato Federterme; consulente terme Saline di Miradolo; direttore generale Terme di Chianciano; presidente cda Terme di Salsomaggiore; presidente (ma in altro momento anche amministratore delegato) azienda speciale Terme di Tabiano; vicepresidente Associazione europea del termalismo (Aetc); presidente Consorzio del circuito termale dell’Emilia Romagna (Coter). A tutto questo si aggiunge la sua presenza in giunta a Salsomaggiore dal 1980 al 1995 (prima come assessore, poi come vicesindaco e infine come sindaco). Una figura, quindi, che sembra fatta apposta per riempire la casella “sviluppo prodotto termale” a Montecatini.
VIA LIBERA
DAGLI ALBERGATORI
«Apprendiamo dalla commissione – dice Fabio Cenni, presidente Assohotel Confesercenti – che la Regione sta pensando di dotare le Terme di Montecatini e le altre due di sua proprietà di una managerialità in grado di ristudiare l’offerta termale, aggiornarla e commercializzarla nel migliore dei modi. Siamo concordi con questa possibilità, da noi richiesta da anni. Attendiamo quindi la formalizzazione di questi accordi per poter dare il nostro contributo propositivo». Ora, prosegue Cenni, «i soci facciano la loro parte, anche finanziariamente: il Comune, come detto dal sindaco, ha ribadito la sua disponibilità, speriamo che la Regione non voglia disattendere un momento importante come questo». «Da tempo – dice il presidente dell’Apam Carlo Bartolini – abbiamo dato le nostre indicazioni alla proprietà per addivenire a una gestione privata che investa e sappia ricollocare le Terme sul mercato. Esistono possibilità di sviluppo che possiamo sfruttare. Chiediamo pertanto alla Regione un impegno straordinario sulla promozione».
ASSENZA
DI PROFESSIONALITÀ
E sulla commissione di lunedì interviene anche il presidente, Simone Magnani (M5S). «Dalla discussione – scrive il pentastellato – si dipinge un quadro abbastanza chiaro e preoccupante della situazione. La società, dopo i numerosi tagli al personale, è totalmente ingovernabile. Mancano professionalità e numeri tali da non consentire nessun altro tipo di gestione se non quella emergenziale, ricorrendo a un numero esagerato di consulenze esterne».
LA REGIONE FRENA
Ma sulla figura del “supermanager” da Firenze non arrivano conferme. «Sono un po’ seccata da quanto emerso in commissione società partecipate – dice l’assessore al termalismo Federica Fratoni – in quanto non abbiamo alcun elemento certo. Abbiamo preso contatti con Federterme, ma trovo incredibile che una commissione comunale si debba occupare di una decisione che deve invece prendere la Regione. Quando e se avremo notizie certe, non mancheremo di comunicarle». –
David Meccoli
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