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Giurlani: «Miglioriamo l’offerta sanitaria del nostro ospedale»

Giurlani: «Miglioriamo l’offerta sanitaria del nostro ospedale»

Il sindaco chiede la piena utilizzazione (24 ore al giorno) delle strumentazioni diagnostiche per eseguire gli esami

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PESCIA. Il sindaco Oreste Giurlani chiede alle autorità sanitarie regionali di utilizzare per le 24 ore le strumentazioni per gli esami all’ospedale di Pescia, sulla falsariga di quanto avviene in altre strutture. . Giurlani ha inserito la richiesta in una lettera aperta: «I recenti sviluppi di reparti e prestazioni danno sicuramente l’idea della volontà regionale di ampliare la gamma dei servizi sanitari all’ospedale di Pescia e, in generale, l’assistenza alle persone sul territorio. Dunque un quadro idilliaco? Certamente no. All’ospedale di Pescia c’è il grosso problema del parcheggio che l’amministrazione comunale sta cercando di risolvere, dopo le leggerezze del passato che ne hanno fatto il più costoso in Toscana e senza quelle agevolazioni che certe categorie come i malati oncologici, i dializzati, ma anche i donatori di sangue, avrebbero diritto ad avere. Oltre a questo, ogni giorno leggiamo delle difficoltà in generale per le liste d’attesa, per certe situazioni che, a livello organizzativo, potrebbero essere migliori, ma non è questo il motivo che mi ha portato a fare questo appello a tutti quelli che si occupano, a vari livelli, della sanità».

«Come tanti operatori mi hanno suggerito – prosegue il primo cittadino – credo che anche a Pescia potrebbe essere seguito l’esempio che in altre realtà, essenzialmente fiorentine, stanno sperimentando, ovvero l’uso h24 delle strumentazioni per gli esami, che snellirebbe molto le liste d’attesa. Una novità importante che, unita ad alcuni miglioramenti nell’organizzazione del lavoro, potrebbe ulteriormente migliorare l’offerta sanitaria del nostro nosocomio».

«Il problema maggiore e la preoccupazione più grande – prosegue il sindaco – sono però legati alla dotazione del personale, minata dal blocco del turnover e dalla minaccia di un esodo legato all’uscita dal lavoro in massa di persone per effetto della quota 100 pensionistica. Siccome sappiamo bene che certe operazioni sul personale hanno effetto nel medio periodo, bisogna pensarci ora perché fra qualche anno non ci siano problemi, anche per mantenere fede a quel patto territoriale del 2013, che garantisce l’eccellenza e la qualità di un diritto inalienabile di ogni persona, ovvero essere curato nel migliore dei modi possibili». –



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