Argentovivo figlio di papà vince il Gran premio Terme
L’erede di Varenne si aggiudica il prestigioso trofeo e si impone come nome nuovo in vista del Derby. D’altronde la scalata del Capitano partì proprio da Montecatini
MONTECATINI. L’avevamo definito il gran premio dei cavalli emergenti, e così è stato. Montecatini e la sua classica dei tre anni, il Gran Premio Società Terme, lanciano un nome nuovo in vista del Derby. Un cavallo venuto da Napoli, Argentovivo, figlio del grande Varenne, che si è imposto al Sesana correndo in testa. Il portacolori partenopeo si è dimostrando uno scattista provetto, contenendo in partenza il cavallo di Enrico Bellei, Alrajah One, che aveva sgambato benissimo prima della corsa tanto da finire favorito. Uno dei più attesi, Ayrton Treb, ha sbagliato allo stacco della macchina e anche Albatros Joy si è estromesso nei primi metri di gara.
Mario Minopoli junior, il driver di Argentovivo, appena ha visto Ayrton Treb (che per i tecnici era il probabile battistrada) confondere il passo, ha tentato il tutto per tutto, rientrando al cavallo di Bellei che aveva una mezza lunghezza di vantaggio. Così è sfilato davanti il bellissimo erede di Varenne nei confronti di Alrajah One, mentre Edoardo Baldi, nella corsa intitolata a nonno Vivaldo, aveva colto un buon lancio con Alcarro Light, che trottava in terza posizione. Di fuori sui primi era rimasto l’altro cavallo in trasferta da Napoli, Antony Leone.
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Sulla penultima curva Bellei muoveva per anticipare l’avanzata di Antony Leone e sulla dirittura di fronte andava all’assalto di Argentovivo, che allungava tanto che entrava in curva con tre quarti di lunghezza di vantaggio nei confronti di Alrajah One. In retta d’arrivo il varennino entrava in vantaggio e controllava agevolmente i tentativi del tre anni guidato da Bellei. Argentovivo vinceva bene, con una lunghezza e mezza, a media di 1.14. 3.
Alrajah One si adeguava secondo, mentre faceva una grande corsa Antony Leone, che concludeva al terzo posto dopo aver girato 2.000 metri di fuori scoperto. Quarto terminava Alcarro Light nei confronti di Aurt Mede Sm che difendeva il quinto posto dal rush di Adam Kirby Col, il cavallo del team Giannoni/Capenti finito forte in piena spinta dopo non aver trovato spazio per correre sul percorso.
Mario Minopoli, dopo aver ricevuto da Alessandro e Stefano Baldi una targa d’argento in ricordo di Vivaldo, ha raccontato questo trottatore emergente affermatosi a Montecatini. «Il cavallo sta migliorando ad ogni impegno. Fino a due-tre corse fa abbiamo puntato a fare esperienza dato che prima mio padre Salvatore, che ne è l’allenatore, ha curato la parte “meccanica”. Argentovivo da puledro dava qualche problema. Con il tempo il lavoro di papà ha costruito un cavallo che ci fa sognare. La volta scorsa, a Napoli, aveva inseguito alla grande dopo un errore e quella prestazione ci ha fatto partire per questa trasferta con fiducia. Sapevamo che questo figlio di Varenne era pronto per correre da protagonista».
Alla vigilia tra i tecnici c’era il dubbio sull’adattabilità del tre anni partenopeo ad un tracciato da mezzo miglio ma un attento osservatore, Mirko Frati, che dichiara i partenti per alcune scuderie, aveva suggerito: «Guarda è un cavallo che sta crescendo, ha mezzi importanti, può anche vincere». Pronostico azzeccato. E adesso la suggestione è che da Montecatini partì la scalata di Varenne al Derby, che poi stravinse con una splendida corsa di testa. Ventuno anni dopo l’impresa del Capitano, un suo figlio, questo nome nuovo del panorama dei tre anni, è pronto a stupire nel Derby. –
Paolo Allegri
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