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In pochi e senza fondi: Sos del gruppo Protezione civile
I volontari sono sempre meno, mentre crescono continuamente le richieste di intervento. «Alcuni tengono duro perché gli dispiacerebbe veder chiudere»
PESCIA. A rischio i servizi del gruppo di Protezione civile di Pescia. A lanciare l’allarme sono gli stessi volontari, che dal 2014 (anno in cui il gruppo fu ricostituito per volontà della prima giunta Giurlani) ad oggi hanno assistito ad un progressivo depauperamento di risorse, e soprattutto di uomini. Perché ad essere rimasti attivi sono davvero in pochi (5 o 6) ed è impensabile che riescano a far fronte a tutte le attività cui sono chiamati a sovrintendere, soprattutto durante la stagione estiva.
Questo spiega come mai il gruppo di Pescia sia sempre meno presente in occasione di incendi o eventi. «Essendo rimasti in pochi siamo costantemente schiacciati da un sovraccarico di lavoro, che non sempre riusciamo a conciliare con le nostre vite, questo ha portato molti ad abbandonare – ci raccontano i volontari rimasti – alcuni tengono duro semplicemente perché gli dispiacerebbe vedere affondare la barca, ma sarebbe auspicabile far conoscere la realtà della protezione civile in modo tale da favorire il reclutamento di nuovi volontari».
Qualche mese fa i responsabili del gruppo avevano annunciato la sospensione “per cause di forza maggiore” di tutti i servizi svolti. Era seguito un consiglio comunale – il 5 dicembre 2018 – nel quale il sindaco Oreste Giurlani aveva annunciato il proposito, per il 2019, di rimettere risorse in quantità sufficiente per garantire attrezzature e mezzi e la piena operatività del servizio, definito “fiore all’occhiello” del Comune. «Ma la sensazione è che nella sostanza sia cambiato poco da allora – dicono i volontari – tanto che ad oggi non riusciamo a capire cosa l’amministrazione abbia intenzione di fare. Se affidare il servizio ad un’associazione, magari in convenzione, o chissà che altro. La realtà è che abbiamo un parco macchine e attrezzature che ci invidia chiunque nei dintorni, ma non ci sono i soldi per la manutenzione dei mezzi. Inoltre il servizio manca a livello tecnico/amministrativo di coordinamento».
Nel 2017, furono destinati 23 mila euro in bilancio per garantire l’operatività del gruppo, ridimensionati poi a 8 mila durante la gestione commissariale. Fu proprio il commissario prefettizio, ad emanare un decreto che prevedeva un compenso – normato da relativo tariffario – per le prestazioni del gruppo richieste in occasioni di eventi e manifestazioni cosiddette “ad alto rischio”, quelle previste dalla circolare Gabrielli . «Si trattava di un modo per finanziare il gruppo – dicono i volontari – ma ci chiediamo come mai non siano ma stati riscossi da parte dell’amministrazione tali emolumenti».
Il gruppo di Protezione civile, seppur composto da volontari, è estremamente qualificato e in 5 anni ha avuto modo di distinguersi in numerose situazioni emergenziali. Dalla scorsa estate è divenuto anche nucleo speciale di ricerca e soccorso, avendo svolto con ottimi risultati il percorso formativo, sul modello dei Vigili del fuoco, iniziativa che ha contribuito ad aumentarne i già elevati standard operativi. —
Maria Salerno
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