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Una “Barella” che aiuta a salvarsi dal cattivo umore
Nel bar all’interno della Pubblica assistenza di Monsummano operano Elisa De Rosa e Michela Camarca. Compagne anche in “Operazione Sorriso”
MONSUMMANO. “Forza ragazzi, barella”. Niente paura, non si sente male nessuno. È solo il richiamo di alcuni volontari della Pubblica assistenza di Monsummano perché l’orario dell’aperitivo si sta avvicinando ed allora è meglio prendere posto nella piccola oasi di pace al piano terra del palazzo a vetri dove da pochi mesi hanno sede l’associazione e vari studi medici. E quasi ad esorcizzare le malattie e gli infortuni della vita, ecco la bella pensata di due simpatiche e “dispettose” ragazze di chiamare il proprio esercizio col nome di un attrezzo ospedaliero da sempre in uso come la…barella.
Non c’è irriverenza in questa innocente trovata linguistica quanto la voglia di sdrammatizzare e di regalare un sorriso a chi viene a fare due chiacchiere e a prendere un caffè. Dietro al banco, ovviamente sorridenti e cordiali, Elisa De Rosa e Michela Camarca, entrambe di Pieve a Nievole, cugine all’anagrafe e compagne di lavoro, rispettivamente 38 e 26 anni, che dalle 6,30 di mattina alle 19,30, dal lunedì al venerdì, si dividono i turni per dare alla clientela un servizio adeguato.
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«Una fa apertura e l’altra chiusura – dice Michela – e siamo assieme all’ora di pranzo». Dunque: tante levatacce. Stare al pubblico è fra le cose più difficili che ci possono essere. Ma non per loro che hanno voglia di mettersi in discussione e che non hanno esitato un attimo a buttarsi “anima e corpo” in questa avventura. «E non è finita perché a breve con l’apertura del Casa della salute e del Centro prelievi potremo essere in ballo tutta la settimana». E la vita privata non viene penalizzata? «Quando di fanno determinate scelte, chi ti vuol bene sa a cosa a va incontro», risponde Michela.
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Poi interviene Elisa: «Ogni giorno c’è sempre un cliente in più, conquistato dal sorriso e dalle buone maniere. Questa è la nostra grande gratificazione. Ed inoltre è pure giusto che in una struttura simile, dove si entra spesso con un certa apprensione, la gente che già soffre non debba trovare musi lunghi o facce tristi. In poco tempo, oltre a fidelizzare la gente della Pubblica assistenza, ci stiamo ritagliando l’aperitivo del venerdì, anche qualche minuto dopo la tradizionale chiusura in quanto chi fa del volontariato (e Michela erà gia una volontaria) l’orologio non lo guarda».
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Tali e tante carinerie non potevano passare inosservate ed allora ecco arrivare puntuale la segnalazione dei nostri attenti lettori. La ospitale terra della Valdienievole si sta rivelando prodiga di validi esempi per l’Operazione Sorriso che già in questa prima settimana ha fatto conoscere ragazze dall’enorme spessore umano come Gina ed Anna del Bar Tarabaralla; Sonia, parrucchiera del negozio Nuove Armonie; ed appunto Michela ed Elisa. Tale schiera è destinata ad ingrandirsi a vista d’occhio e nei prossimi giorni vi terremo aggiornati sulle new entry. Semmai il dato che salta agli occhi è l’attuale mancanza di rappresentanti del sesso maschile, senz’altro disponibili e professionali ma forse più seriosi sul posto di lavoro.Vedremo se tale osservazione verrà smentita da un commesso gentile, un fornaio simpatico o un barista sveglio e... sorridente. – Roberto Grazzini
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