Report “demolisce” le terme: niente prove sulla validità delle cure e prelievi “forzosi”
La stessa assessora regionale Federica Fratoni costretta ad ammettere che mancano i misuratori delle falde
MONTECATINI. Pochi controlli sull’inquinamento chimico, validità della cura messa in dubbio, prelievi “forzosi” con rischi di “subsidenza” (ovvero di cedimento del sottosuolo). Il programma tv “Report” colpisce e (forse) affonda le nostre terme. O meglio, non solo queste (nella puntata andata in onda lunedì si parla di diverse stazioni termali italiane), ma certo Montecatini ne esce con le ossa rotte.
Il conduttore del format più importante di giornalismo investigativo, Sigfrido Ranucci, smonta tutte le nostre certezze e ci lascia pieni di interrogativi. Il primo: chi controlla un eventuale inquinamento chimico o da infezione batterica nelle acque termali? «Quello termale – dice Ranucci – è un sistema ben attaccato alla mammella dello Stato, che rimborsa le cura attraverso il Sistema sanitario nazionale. Ma una volta acquisito il requisito di acqua terapeutica, questo è come un diamante: vale per sempre». In pratica, i concessionari «succhiano acqua calda dal sottosuolo e in cambio lo Stato chiede il pagamento di un canone, ma questo viene calcolato in base alla superficie esterna e non sulla quantità emunta».
«Ogni anno – spiega il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci – le aziende termali inviano alle Regioni le analisi batteriologiche delle acque». In Toscana, però, replica il servizio di Report, la Asl ha verificato nel 2018 ben 14 casi limite, 3 casi di legionella e un uomo è stato infettato.
C’è poi il problema della reale efficacia delle cure termali. Per il presidente di un istituto di ricerca, al riguardo «non esistono studi scientifici: non è che sconsigliamo la gente ad andare alle terme, casomai ci chiediamo se sia giusto pagarle con il servizio sanitario». Poi si riporta un dato allarmante dell’Oms, che così recita: “Non si può trarre alcuna conclusione sull’efficacia terapeutica delle cure termali”. E una nota del ministero della Salute spiega: “Le cure termali sono integrative rispetto alle cure di efficacia comprovata”.
Quindi Report passa a parlare del consumo dell’acqua termale. Stavolta si riporta una nota del ministero del Tesoro: “Le amministrazioni concedenti non conoscono il quantitativo di acqua emunta dai concessionari in quanto la misurazione della portata non viene praticata per la mancata installazione di strumenti idonei”.
Jannotti Pecci cerca di mettere una pezza dicendo che di «criticità nella falde non ne conosciamo, non ci risultano casi di abbassament»”. Eppure, per essere sicuri, esisterebbe una legge della Regione Toscana del 2004 che impone la realizzazione di impianti di misurazione delle falde in ogni stazione termale. «La situazione è sotto controllo – replica l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni – ma i misuratori dovrebbero effettivamente essere installati. A oggi mancano sicuramente alcuni dati».
Per Report 20 concessionari sono “inadeguati” da questo punto di vista e tra questi c’è anche Montecatini. Ma senza tali misuratori le concessioni dovrebbero essere revocate per legge. «Mi hanno detto che Montecatini non è in regola: interverremo», conclude Fratoni. Anche perché, spiegano nel servizio, uno sfruttamento eccessivo delle acque porta al rischio di subsidenza.
Pronto l’attacco del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti: «Sul termalismo la Regione non rispetta le sue stesse leggi. Imbarazzante la figura dell’assessore regionale Fratoni a Report. Ne chiedo conto con un’interrogazione. Fratoni attesta l’incapacità della Regione non solo di far rispettare le proprie leggi, ma anche di rispettarle essa stessa nella sua qualità di principale azionista della Terme di Montecatini». —
David Meccoli
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