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De Caro contro Mignano, sfida finale per il Comune di Monsummano

Giuseppe Mignano e Simona De Caro
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Giuseppe Mignano e Simona De Caro

Seggi aperti dalle 7 alle 23 per decidere il nuovo sindaco

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MONSUMMANO. Urne aperte dalle 7 alle 23 a Monsummano per il ballottaggio tra i due candidati sindaci che si sfidano per la guida del Comune nei prossimi cinque anni. Simona De Caro, centrosinistra, e Giuseppe Mignano, a capo di una lista civica: sarà uno di loro due a festeggiare, stasera, la conquista del palazzo comunale. Grazie all'apparentamento  con il candidato del centrodestra Michele Moceri, Mignano parte da una base teorica di 5.171 voti, contro i 4.300 raccolti dalla sua avversaria. Ma il voto di ballottaggio, si sa, può riservare mille sorprese. Seggi aperti oggi dalle 7 alle 23: poi lo spoglio decisivo.

La candidata sindaco Simona De Caro è sostenuta da tre liste: oltre al Partito democratico, al suo fianco ci sono le civiche “Cambio passo” e “Insieme per”. È arrivata a rappresentare l’intero schieramento di centrosinistra dopo essersi imposta alle primarie cittadine sull’ex vicesindaco Luca Buccellato (Pd) e Furio Morucci (Partito socialista).
De Caro è nata a Montecatini Terme il 21 maggio 1969, è sposata e ha due bambini (un maschio di 10 anni e una femmina di 12).
Dal 2003, quando si è iscritta all’Ordine degli avvocati, lavora come libero professionista nello studio legale De Caro di Monsummano. In precedenza si era diplomata al liceo Forteguerri di Pistoia e laureata in giurisprudenza all’Università di Firenze discutendo una tesi dal titolo: “Il mandato senza rappresentanza”.
Alle elezioni del 26 maggio scorso ha raccolto 4.300 voti, il 39,23 per cento (nel dettaglio: Pd 30,56%, Cambio passo 4,6%, Insieme per 4,3%). Nella precedente giunta guidata dal sindaco Rinaldo Vanni, De Caro ha avuto deleghe “pesanti” come quelle relative a bilancio e finanze, personale, informatizzazione e innovazione, servizi demografici, comunicazione, trasparenza, diritti del cittadino e pari opportunità.
De Caro ha quindi la grande responsabilità di far proseguire l’esperienza del centrosinistra in una città governata da questo schieramento politico (in tutte le sue storiche accezioni) da ben 74 anni.
 

Giuseppe Mignano è il candidato civico che, per la prima volta, è riuscito a portare la città al ballottaggio dopo decenni di strapotere da parte del centrosinistra. Conosciutissimo ex maresciallo dei carabinieri, ha avuto la meglio alle ultime elezioni sul candidato di centrodestra Michele Moceri (sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia), raccogliendo al primo turno 2.646 voti (il 24,14 per cento). Nel dettaglio, le quattro liste che lo sostengono, sono Monsummano che vogliamo (6,57%), Giuseppe Mignano con Cintolese (4,9%), Giuseppe Mignano sindaco per te (8,2%) e Noi giovani per il futuro (2,9%). Mignano, 59 anni, napoletano di nascita, arrivò nella caserma di via della Costituzione nel 1993 dopo una lunga carriera nei Ros, i reparti speciali investigativi che l’hanno portato in missione anche in territori in via di sviluppo. A Monsummano si è costruito una famiglia (moglie e due figli maschi entrambi maggiorenni) ed è rimasto a vivere anche dopo aver lasciato l’Arma (è in pensione dal gennaio 2015 con il grado di luogotenente), ottenendo la cittadinanza onoraria e la Medaglia d’oro Mauriziana (uno dei più alti riconoscimenti alla carriera militare).
Dopo il primo turno Mignano ha raggiunto un accordo elettorale (o apparentamento, che dir si voglia) con il candidato del centrodestra Moceri (che in una prima fase aveva invece annunciato di voler presentare ricorso al Tar per il riconteggio delle schede). La coalizione, in via potenziale visto il risultato del primo turno, porterebbe in dote a Mignano un gruzzolo di 2.525 voti, che aggiunti ai 2.646 ottenuti dalle liste civiche farebbe 5.171, ovvero 871 preferenze in più di quelle raccolte il 26 maggio da Simona De Caro (in totale 4300).

 

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