Il Tirreno

Montecatini

viaggio nei comitati elettorali 

«La nostra vuole essere una rivoluzione gentile»

Martina Trivigno
«La nostra vuole essere una rivoluzione gentile»

Voci e volti dei volontari che sostengono la candidatura di De Caro (centrosinistra) L’apparentamento di Mignano con il centrodestra non spegne il loro entusiasmo

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MONSUMMANO. Prima di tutto sono donne e uomini. E poi genitori, figli, nonni e nipoti. Lavoratori impegnati nei più disparati settori, ma anche studenti con le idee ben chiare e lo sguardo rivolto verso il futuro. È mattina e al comitato elettorale di viale Martini c’è già del movimento. Da un po’ la candidata a sindaco del centrosinistra Simona De Caro, con la sua squadra, ha saputo dell’apparentamento con il centrodestra da parte delle liste civiche “CiSiamo” guidate dall’altro candidato a sindaco monsummanese, Giuseppe Mignano. Ma loro – i candidati – non perdono il sorriso e, anzi, cominciano a lavorare con ancor più energia. Si siedono intorno al tavolo, il clima è disteso. Sanno che li attende la battaglia più dura di tutte – il ballottaggio di domenica prossima – ma sono calmi e concentrati. Ogni tanto una battuta, mentre si raccontano. Mentre parlano – pure un po’ emozionati – di come tutto sia nato. E di quale sia il loro progetto, la loro idea per Monsummano. I volantini tra le dita, qualcuno arriva con le mani ancora sporche di colla. . «Abbiamo finito ora di attaccare i manifesti», sorride Arcangelo Crisci. Siamo nel loro “quartier generale”, il comitato elettorale di viale Martini, nel posto dove, ogni giorno, le donne e gli uomini delle tre liste a sostegno di Simona De Caro – Partito Democratico, Cambia Passo e Insieme per De Caro Sindaco – si incontrano.

C’è la giovanissima Alessandra Goti, classe 2000, alla sua prima esperienza politica. «Esco da scuola nel primo pomeriggio – racconta – e poi incontro persone, tante. Una volta a settimana riunisco anche un gruppo di ragazzi e parliamo di temi legati alla nostra città. Sono quelli con cui abbiamo scritto i quattro punti del programma rivolti ai giovani, una parte fondamentale dell’elettorato».

Antonella Cipollini (detta Cipos), invece, la sua campagna elettorale la fa alla “vecchia maniera” , come sottolinea. «Le persone vanno guardate negli occhi e ascoltate – spiega –. Ogni giorno bevo 18 caffè, se non di più: mi fanno sedere ed io racconto loro quello che abbiamo in mente per la nostra città».

Monica Marraccini, invece, il suo contributo lo sta dando sul fronte amministrativo. «Dal mandatario elettorale – spiega – fino a tenere l’agenda degli impegni della nostra candidata, passando per scadenze e adempimenti». E poi – ci tiene a sottolinearlo – è una “neofita” di Facebook: «Se non fosse stato per questa campagna elettorale – specifica – non avrei mai aperto un profilo privato su questo famoso social network. Invece eccomi qua, sono sbarcata anch’io su Facebook».

«L’unico sbarco che anche il ministro Matteo Salvini approverebbe – scherza, di rimando, Lorenzo Pinetini, 24 anni –. Battute a parte, ho conosciuto un nuovo modo di fare politica che mi piace: quello della partecipazione e del coinvolgimento».

Tra i giovanissimi, c’è anche Ginevra Benedetti, 21 anni, che per questa campagna elettorale ha “coniato” un simbolo: le “Simone” (rivisitazione dei più noti biscotti conosciuti come “Marie”). «Sono l’immagine – spiega – della nostra dolcezza accompagnata a una rivoluzione gentile».

Pure per Valentina Bartoli, 45 anni, avvocato, questa è la prima esperienza in politica. «Soltanto Simona poteva tirarmi dentro questa grande avventura – racconta –. Provengo da una famiglia tradizionalmente non di sinistra, ma il messaggio della nostra candidata a sindaco è arrivato forte e chiaro. Lei rappresenta se stessa, piuttosto che un simbolo. È una donna forte e competente, e noi siamo tutti con lei».

A un certo punto, Alberto Bruzzani prende la parola. «I nostri avversari parlano di un regime lungo oltre 70 anni – sottolinea –, ma è solo un pretesto. Noi siamo un gruppo di persone che ama Monsummano e, per questo, ha deciso di scendere in campo. Noi siamo quelli che incontrate la mattina al bar a prendere il caffè, o che il pomeriggio salutate all’uscita della scuola, quando andiamo a prendere i nostri figli. Siamo gente che ha una grande propensione all’ascolto».

Ci sono anche Maila Bettaccini, Rossella Parlanti, Francesco Lima e Michele Gurgone. Anche loro parte di «un meraviglioso ingranaggio che va al di là di noi e di questa bella esperienza», come spiega Barbara Marceddu. Arriva ancora un altro gruppo: i giovani Letizia Gaeta e Lorenzo Di Fini, la consigliera comunale uscente Roberta D’Oto e Andrea Melisi.

«Sono sicura – conclude Lisa Biagini – che comunque vadano le elezioni noi saremo qua. Siamo un bel gruppo, unito da valori importanti che condividiamo, al di là delle nostre differenze caratteriali. I nostri progetti e le idee non si fermeranno». –

Martina Trivigno

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