Il Tirreno

Montecatini

Un manager esperto in termalismo e privati anche nel settore sanitario

Gli “Ombrellini blu” in fila per protesta davanti all’ingresso dell’Excelsior
◗
Gli “Ombrellini blu” in fila per protesta davanti all’ingresso dell’Excelsior

Agli “Stati generali” le richieste delle categorie riunite nel Laboratorio. Prima però c’è stata la protesta degli “ombrellini blu”

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Il ritorno di un manager esperto in termalismo, l’apertura a una privatizzazione anche per il settore sanitario, una Regione più disposta ad abbattere la massa debitoria della società. Sono i tre punti attorno ai quali si è concentrata l’attenzione di tutte le categorie cittadine, riunite sotto l’ombrello del Laboratorio, che ieri ha organizzato gli stati generali delle Terme.

E proprio con l’esibizione di altri parapioggia, la protesta degli “ombrellini blu”, si era aperto il lungo pomeriggio allo stabilimento Excelsior. Il Comitato commercianti aveva infatti scelto questa inedita forma per protestare e chiedere che le Terme tornino a essere fonte di turismo e lavoro. Prima tappa di un percorso che porterà poi il gruppo a incontrarsi con il presidente della Regione («Ma ancora non ha risposto alla nostra lettera», ha detto il portavoce Andrea Bonvicini) e a manifestare anche a Firenze.

Ma intanto uno degli obiettivi dei “ribelli” erano proprio le associazioni organizzatrici dell’incontro: «Non ci crediamo più, ora noi siamo più di loro, che restano troppo legate alla Regione per via dei tanti progetti finanziati», hanno detto. E a fine convegno Bonvicini rincarerà la dose: «Tanta politica, tanti discorsi, ma ancora una volta gli imprenditori restano senza certezze». Poi tutti dentro, nel salone storico, ad ascoltare le proposte del Laboratorio (Assohotel, Apam, Confindustria, Confesercenti e Confcommercio) e poi quelle dei tre candidati a sindaco.

Il documento è stato letto a più voci dai presidenti delle tre associazioni albergatori (quasi che il regime di par condicio riguardasse anche loro). “La società Terme – si legge nella nota – ha concretamente il possesso delle Leopoldine? L’azienda può condurre una libera trattativa in modo da rendere appetibile il bene favorendo investimenti privati?”. E poi, poste le condizioni di sostenibilità economica, “riteniamo possibile intercettare l’interesse di aziende private nella gestione anche della parte sanitaria. L’obiettivo è quello di rendere profittevole non solo il comparto del benessere, ma di dare nuovo impulso alla parte sanitaria, attirando gestori privati specializzati”.

Le categorie tornano quindi a chiedere di “inquadrare, nell’organigramma della società, una professionalità capace di gestire questa fase di riposizionamento e transizione delle Terme. Non è un lusso, ma un investimento imprescindibile che siamo certi in poco tempo potrebbe mostrare i propri frutti”.

E concludono: “Gli imprenditori alla politica chiedono la soluzione dei problemi che la gestione pubblica ha creato, ovvero risolvere quelle situazioni che tengono lontano gli investitori. Se il problema è la massa debitoria, Firenze dovrà abbatterla, se sono le ipoteche, dovrà fare in modo che vengano ridimensionate”. L’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni ha detto che «non è in atto alcun disimpegno da parte della Regione per le Terme» e ha ben accolto l’idea di una privatizzazione del settore sanitario. «Ora facciamo partire un grande patto per la città», ha concluso. Poi, pian piano, anche tutti gli ombrelli blu si sono chiusi: si dice che tenerli aperti al coperto non porti bene. E la città, oggi, non ne ha proprio bisogno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera