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Di nuovo chiusa per frana la strada che da Sorana porta a Castelvecchio

Maria Salerno
ll cartello e le transenne poste di notte a chiusura della strada in prossimità del Ponte di Sorana
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ll cartello e le transenne poste di notte a chiusura della strada in prossimità del Ponte di Sorana

Con la procedura di “somma urgenza” il Comune di Pescia ha fatto riprendere la viabilità. Ma servono interventi

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PESCIA. Riaperta la strada comunale che dal Ponte di Sorana conduce a Castelvecchio. Era stata chiusa il giorno di Pasquetta in seguito alla frana in località ex Mulino Monti che aveva causato la caduta sulla carreggiata di numerosi massi. In seguito a un sopralluogo dei tecnici comunali è stata attivata subito la “somma urgenza” e inviata sul posto una ditta specializzata per ridurre il fronte dell’instabilità del versante e rimetterlo in sicurezza.. «Dei lavori erano già iniziati il giovedì e il venerdì prima di Pasqua – ha ricordato il sindaco Oreste Giurlani – non ancora terminati, avrebbero dovuto riprendere proprio il giorno in cui, in seguito alle piogge di questi giorni, il fronte si è allargato causando la fran».

Sono intervenuti sul posto, oltre ai volontari di Protezione civile che hanno presidiato la zona in attesa che fossero sistemate le transenne e la cartellonistica, anche una squadra di Vigili del fuoco di Pescia che, constatata l’instabilità del materiale coinvolto, ha attuato la chiusura al transito e indicato l’utilizzo della viabilità alternativa (quella che da Pietrabuona conduce fino a San Quirico e da lì a Castelvecchio).

Non è la prima volta che questa zona viene interessata da movimenti franosi in seguito a piogge di media e alta intensità. L’ultima, in ordine temporale, il 28 dicembre del 2017: anche allora la viabilità fu interrotta per diversi giorni prima che la Provincia predisponesse un intervento di ripristino.

In quell’occasione il Circolo Arci di Vellano era intervenuto pubblicamente sulla stampa, da un lato congratulandosi per l’intervento tempestivo della Provincia, dall’altro invitando la stessa a convocare un’assemblea pubblica per illustrare il progetto di messa in sicurezza. «Le già disastrate condizioni della viabilità provinciale hanno subito un ulteriore peggioramento, riproponendo in tutta la sua drammaticità, la totale assenza degli interventi di normale manutenzione, anche quelli indispensabili, e del costante, controllo del territorio», aveva ricordato il Circolo Arci.

Come sempre accade in questi casi, seppur per pochi giorni, una significativa parte della montagna subisce disagi. Un anno e mezzo fa anche le cartiere a nord della frana rimasero isolate, se pur in un periodo di chiusura per le festività. La sicurezza di tutta la montagna viene ogni volta compromessa per via dei rallentamenti. Ricordiamo, infatti che in caso di necessità, i mezzi d’emergenza incontrano le stesse difficoltà dei residenti.

Seppur tempestivo, anche allora l’intervento della Provincia fu temporaneo. «Occorre spostare il confronto e la discussione sulle successive fasi di interventi, cioè quelli necessari per stabilizzare la sicurezza della zona, e su come reperire risorse economiche che consentano una costante manutenzione della viabilità in tutta la montagna», dissero allora i residenti. E lo hanno ribadito anche in questa circostanza.


 

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