Preso dopo la rapina confessa anche il colpo precedente
L'uomo di 42 anni di Monsummano ha rapinato, armato di coltello, il centro di analisi mediche Biomedical confessando di averlo fatto per la sua dipendenza dal gioco d'azzardo
MONSUMMANO. Ha confessato di essere l’autore sia della rapina messa a segno nella tarda mattinata di martedì 9 aprile che di quella compiuta, sempre nello stesso posto, il 12 marzo precedente. Spinto sempre dalla necessità di trovare dei soldi per far fronte alla sua dipendenza per il gioco d’azzardo. Il gip del tribunale di Pistoia ha convalidato l’arresto di Andrea Scarcella, il cameriere 42enne di Monsummano finito in manette per aver rapinato, armato di coltello, il centro di analisi mediche Biomedical di via Cairoli. E per evitare il rischio di reiterazione del reato, ha disposto per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il cameriere aveva probabilmente deciso di mettere a segno un altro colpo al centro medico (che conosceva bene in quanto ne era stato in passato cliente) dopo che la sera prima aveva perso tutti i soldi che aveva (400 euro) alla sala Happy Bingo di Prato. Una rapina però messa a segno maldestramente, tanto che già quello stesso pomeriggio si era ritrovato a confessare tutto davanti ai carabinieri.
Infatti, dopo essere uscito dal centro di analisi con il cassetto della cassa con dentro oltre mille euro, era fuggito al volante della sua stessa auto. Di cui, un cliente del centro, che lo aveva inseguito fuori, aveva fatto in tempo a vedere la targa. Inutile la messa in scena successiva, con Scarcella che era andato dai carabinieri di Montecatini per denunciare che qualcuno, la notte precedente, gli aveva rubato la sua Nissan grigia: era stato riconosciuto in foto sia dal testimone che dal tassista che, dopo la rapina, lo aveva accompagnato a Montecatini.
Messo alle strette, Scarcella aveva confessato ai carabinieri di essere l’autore anche della rapina compiuta al centro medico di via Cairoli il 12 marzo, per poi portarli a recuperare il bottino, nascosto i un anfratto delle mura di Monsummano Alto. —
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