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Un bimbo su 4 naviga sul web senza il controllo di un adulto

Martina Trivigno
Un incontro della Polizia municipale coi bambini
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Un incontro della Polizia municipale coi bambini

La polizia municipale di Larciano ha organizzato una serie di incontri con gli alunni per sensibilizzarli sul tema del cyberbullismo e degli altri pericoli nascosti in rete

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LARCIANO. Il 90% dei bambini – di età compresa tra gli 8 e i 10 anni – ha di regola accesso a internet. E di questi, il 25% naviga quando vuole, senza il controllo dei genitori o di un adulto. È il dato che emerge dalla conclusione del progetto “Sicurezza 360” – sul tema dell’educazione alla legalità digitale, bullismo e cyberbullismo – organizzato dal Comune di Larciano e l’Istituto comprensivo “Francesco Ferrucci” in collaborazione con la locale Polizia municipale. Nove incontri (di circa due ore) rivolti a 120 alunni della scuole elementari di Larciano. Per parlare di temi (mai come ora) attuali: il bullismo, certo, ma anche i tanti pericoli che si nascondono dietro lo schermo di un computer o di un tablet. . «Cerchiamo di fornire uno strumento di protezione – spiega il comandante della Municipale, Federico Romani –, creando una coscienza di base attraverso una solida rete tra le istituzioni, la scuola e le famiglie».

Nei giorni scorsi, durante l’incontro finale del progetto di quest’anno – a cui hanno partecipato più di 60 genitori oltre alla sindaca Lisa Amidei, alla consigliera comunale Sara Sostegni e l’insegnante Ivana Gamenoni – sono stati snocciolati i dati raccolti dagli agenti durante le lezioni.

«Abbiamo chiesto agli studenti – prosegue Romani – di compilare una serie di questionari anonimi. Fa parte di quel lavoro di sensibilizzazione delle giovani generazioni che stiamo portando avanti ormai da tempo. Per far comprendere, ad esempio, che anche nel mondo digitale esistono delle regole. Che però molto spesso vengono infrante. E ogni volta che accade, c’è il potenziale rischio di esporsi a soggetti di cui non sappiamo assolutamente niente. E che potrebbero approfittare dell’ingenuità di un bambino per secondi fini».

Ma come i bambini accedono al web? Attraverso pc, smartphone e pure tablet. Ma il 25% lo fa attraverso le console dei videogiochi. «Potrebbe sembrare solo un gioco – sottolinea il comandante della Municipale – ma in questo modo i ragazzi hanno accesso a “stanze private”, con conversazioni scritte tra i giocatori e videochat. Il pericolo, così, è sempre in agguato». Soprattutto se si pensa a quel 25% – sempre secondo questo report – che ha la possibilità di navigare senza alcun controllo da parte dei familiari. E tra le tipologie di applicazioni più “sfruttate”, ci sono quelle di messaggistica e, ovviamente, i social network (non Facebook, ma Instagram e Tik Tok, social “esportato” dalla Cina che punta su filmati brevissimi). Infine ci sono le aziende di commercio elettronico. «Il 51% degli studenti – conclude Romani – ha dichiarato di usare gli account dei genitori per gli acquisti online. Un aspetto da tenere sotto controllo, da parte delle famiglie. Perché talvolta, dietro a questi acquisti, potrebbero esservi richieste di un bullo. La prevenzione, dunque, è l’unico strumento in grado di mettere al sicuro i nostri ragazzi».
 

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