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IL FUTURO DELLE TERME 

Leopoldine, Saturnia non vuole fare i lavori e suggerisce che vengano vendute all’Inail

David Meccoli
Leopoldine, Saturnia non vuole fare i lavori e suggerisce che vengano vendute all’Inail

Clamoroso colpo di scena durante l’audizione di Michelotti in commissione partecipate: i grossetani farebbero solo i gestori

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MONTECATINI. La novità l’ha data l’amministratore unico delle Terme Alessandro Michelotti in commissione società partecipate, lasciando spiazzati i consiglieri presenti, che devono ancora capire se si tratta di una buona o di una cattiva notizia. In pratica, come ha spiegato l’Au, le Terme di Saturnia sarebbero ancora interessate a prendere in locazione le Leopoldine, ma, diversamente da quanto era finora emerso, non sono intenzionate a concludere direttamente i lavori di realizzazione del nuovo complesso termale (piscina compresa).. Ma allora, perché presentare un progetto con tanto di dettagli economici (investimento fino a 18 milioni) e rendering? Perché i proprietari della struttura maremmana (il fondo d’investimento York Capital e la società Feidos) sono disposti a ricevere in affitto uno stabilimento e una piscina sulla base proprio di quello che, evidentemente, loro ritengono un progetto vincente. L’importante, però, è che i lavori siano in carico o all’attuale proprietà (le “nostre” Terme), oppure – ed ecco il “nome nuovo” – all’Inail (sì, proprio l’istituto che si occupa di infortuni sul lavoro).

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Sembra, infatti, come ha spiegato ancora Michelotti, che nella legge Finanziaria sia prevista la possibilità per l’Inail di acquistare beni con destinazione d’uso legati a sanità e benessere, per poi cederli in gestione privata. Un “pacchetto” completo (previsto anzi con vincolo normativo) nel quale rientrerebbero automaticamente anche le Terme di Saturnia.

In altre parole (ed è quanto avrebbe suggerito la stessa proprietà maremmana) Inail acquisterebbe le Leopoldine, eliminerebbe l’ipoteca bancaria dando così maggiori garanzie al gestore privato (che, ovviamente, sarebbe Saturnia), che subentrerebbe nell’operazione dopo che la stessa Inail avtà portato a termine i lavori sulla base del progetto già presentato.

Quest’ultimo, anticipato dal Tirreno, prevede che l’acqua termale riempia il grande cratere circolare, con una piscina interna a formare una sorta di “occhio”. Altre due piscine, più piccole, sono spostate sulla parte destra, oltre l’edificio storico. E poi tanto verde, con giardini all’italiana pieni di lettini prendisole e uno spazio centrale (all’ombra di un grande albero) da cui partono i vialetti di collegamento con le vasche e l’immobile a ferro di cavallo.

I vantaggi dell’operazione? Le Terme vendono, ma lo fanno comunque a un soggetto pubblico e a una cassa previdenziale ricca, disposta ad acquistare se contestualmente si è in presenza di un gestore affidabile (che nel caso sarebbe già pronto).

«La prossima settimana mi vedrò con i vertici delle Terme di Saturnia e ne sapremo di più», ha infine detto Michelotti in commissione. Dove si è anche parlato della mancata approvazione del bilancio 2017 (Luca Baroncini ha definito la situazione quantomeno “singolare”): se ne riparlerà nell’assemblea convocata per il 18 aprile. –


 

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