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Sagre e manifestazioni di paese: cambiano le norme

Maria Salerno
Un'immagine di archivio della sagra delle frugiate di Vellano
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Un'immagine di archivio della sagra delle frugiate di Vellano

La giunta comunale ha adottato  una delibera per la valutazione delle proposte e richieste di patrocinio che sostituisce il decreto del commissario

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PESCIA. Chiarezza, trasparenza e semplificazione. All’insegna di questi tre principi verrà rilasciata l’autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni sul territorio. Sagre paesane, presepi, presentazioni, manifestazioni, mercatini.. La giunta comunale ha adottato una delibera per la valutazione delle proposte e richieste di patrocinio che arriveranno all’ente da parte di associazioni, rioni, circoli, pro loco eccetera. E sostituisce il decreto che il commissario prefettizio aveva adottato nell’ottobre del 2017 che tante polemiche e malumori aveva suscitato, dicevano gli interessati, «per la sua farraginosità». Quel decreto è stato revocato. Ma cosa cambia nella sostanza? «Abbiamo voluto codificare in maniera chiara tutti i passaggi burocratici – ha spiegato il sindaco Oreste Giurlani – di modo che l’intero percorso rimanga tracciabile e si svolga secondo una tempistica certa».

Cosa dovrà fare l’ente che intende organizzare una manifestazione sul territorio? Seguire un preciso cronoprogramma che consta di 5 passaggi: presentazione dell’istanza di autorizzazione alla realizzazione della manifestazione 60 giorni prima dell’evento; la comunicazione sulla fattibilità sarà rilasciata in 15 giorni; entro i successivi 20 giorni dovrà pervenire alla segreteria del sindaco il piano di emergenza; gli uffici competenti hanno a disposizione 25 giorni per avviare l’istruttoria e l’iter procedurale; infine il decreto autorizzativo del sindaco che sancisce il via libera definitivo all’evento. Gli enti saranno aiutati nella presentazione delle istanza da modelli preconfezionati da compilare in maniera dettagliata.

Quanto all’aspetto economico, che era quello che un anno e mezzo fa aveva sollevato le maggiori perplessità (soprattutto da parte delle pro loco e delle altre associazioni paesane che, vivendo di volontariato, non sono in grado di sostenere gravosi esborsi), cambierà poco. Nella delibera viene espressamente specificato che “ogni onere relativo all’organizzazione e svolgimento della manifestazione, compreso gli adempimenti di sicurezza nonché l’attuazione delle eventuali ordinanze di modifica della circolazione, restano a totale carico del comitato organizzatore”. Così come le “spese per il montaggio/smontaggio e trasporto dei materiali e delle attrezzature, nonché l’eventuale utilizzo degli operatori addetti alla sicurezza con formazione per rischio d’incendio elevato (servizio di vigilanza)”.

«Purtroppo questa problematica è stata introdotta dal decreto Minniti – ha evidenziato Giurlani – che non fa alcuna differenza tra un mega concerto in piazza del Popolo a Roma e il presepe vivente di una Misericordia di paese, e su questo le amministrazioni possono fare molto poco». Anche la Protezione Civile, ad esempio, che fino a poco tempo fa svolgeva una sorta di “servizio d’ordine” nelle piccole manifestazioni, con l’introduzione delle circolari ministerialipotrà intervenire solo dietro compenso. –


 

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