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Fessure nei pilastri: ponte di Alberghi vietato ai camion
Posto anche il limite di 30 all’ora sulla Francesca Vecchia La Lega: «Rischio di isolamento per Pescia e Uzzano»
PESCIA. Il ponte di Alberghi è a rischio chiusura? A paventarlo sono i consiglieri comunali della Lega di Pescia e Uzzano, Oliviero Franceschi e Alessandro Ricciarelli, che intravedono nel recente provvedimento ad opera dell’amministrazione provinciale il rischio di un vero e proprio isolamento per i territori interessati, vista la rilevanza di quest’arteria viaria tra i due comuni di Pescia e Uzzano. Un’ordinanza della Provincia di Pistoia del 7 febbraio, infatti, ha fatto divieto a tutti i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate di transitare lungo il tratto del ponte sul torrente Pescia, oltre ad avere istituito un limite di velocità non superiore a 30 km/h lungo la via Francesca Vecchia.
Sono state fatte delle verifiche volte ad accertare la stabilità della struttura e ciò che è emerso è che uno dei pilastri in muratura sembra essere interessato da una serie di fessurazioni che di fatto lasciano pensare che l’integrità della parte possa essere in qualche modo compromessa. «Si propagano a vista d’occhio le possibilità di isolare sempre più i comuni di Pescia e di Uzzano a causa della chiusura ai mezzi di media portata, al traffico sul ponte di Alberghi – hanno sottolineato Franceschi e Ricciarelli – stiamo correndo il rischio di una chiusura di quel ponte? Per adesso non lo sappiamo, ma crediamo che isolare ancora di più le nostre due città dal traffico urbano, porti un aggravio ulteriore alla percorrenza verso Lucca scaricandolo tutto sulla viabilità del Ponte Europa, viale Garibaldi e statale 435 Ponte all’Abate e via così. Noi siamo veramente preoccupati per queste situazioni, le nostre realtà economiche sono già messe a dura prova da un’economia che non decolla per mancanza di identità e le uniche strade di collegamento, se chiuse o limitate, faranno spostare altrove gli interessi dei possibili investitori».
I consiglieri della Lega auspicano anche una possibile soluzione. «Serve che le realtà economiche della zona si mobilitino per costruire, su questa problematica, un canale politico governativo – dicono – e questo spetta a quelle forze sul territorio che per fortuna e per scelta, hanno la possibilità di contattare ministri e sotto segretari, perché “lontano dai partiti” le città possono solo morire». —
Maria Salerno
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