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Rinunciò al sogno di fare il calciatore, ora è un campione del videogame Fifa

di Martina Trivigno
Alessandro Ansaldi impegnato in una competizione: il 22enne di Uzzano, tesserato per il Parma, è un campione di Fifa a livello internazionale e sogna il podio più alto del mondo. Ha cominciato a giocare a 19 anni dopo essere stato costretto ad abbandonare il calcio per la rottura del legamento crociato. Il suo nome di battaglia, durante i match, è Gintera, il nick name che prima usava suo fratello
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Alessandro Ansaldi impegnato in una competizione: il 22enne di Uzzano, tesserato per il Parma, è un campione di Fifa a livello internazionale e sogna il podio più alto del mondo. Ha cominciato a giocare a 19 anni dopo essere stato costretto ad abbandonare il calcio per la rottura del legamento crociato. Il suo nome di battaglia, durante i match, è Gintera, il nick name che prima usava suo fratello

Alessandro “Gintera” Ansaldi, tesserato del Parma, punta al titolo mondiale del famoso gioco. Due anni fa a Parigi si è classificato al 18° posto, «ma voglio migliorare»

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UZZANO. Capita, a volte. Di avere dei piani e vederli svanire, proprio sotto ai nostri occhi. Come è successo ad Alessandro “Gintera” Ansaldi, 22 anni, di Uzzano. Lui, un futuro per sé nel mondo del calcio, lo vedeva. Centrocampista della Pistoiese, voleva seguire le orme del padre, Mario, che con la maglia del Cesena era arrivato a calcare i campi della serie A.

Ma per Alessandro il sogno si è interrotto troppo presto. Quando un infortunio (il terzo in pochi anni, per la verità), gli ha aperto gli occhi. È così, quasi per caso, che il giovane uzzanese si avvicina al mondo di Fifa, il famoso videogioco di calcio, diventando un giocatore professionista. Il suo “nome di battaglia”, durante i match, è Gintera, il nick name che, prima, usava suo fratello. . «All’età di 19 anni – racconta Ansaldi – mi ruppi per la terza volta il legamento crociato. Il periodo della riabilitazione è stato lungo e difficile e, per combattere la noia, ho cominciato a giocare a Fifa. Guardavo mio fratello maggiore, Gianluca, e l’ho imitato».

Ma non poteva sapere Alessandro, allora, che dal divano di casa sua stava gettando le basi del proprio futuro. «Non potevo correre su un vero campo da gioco – prosegue il campione – ma anche se virtualmente, mi sembrava che niente fosse cambiato. Potevo continuare a coltivare la mia più grande passione, il calcio. Dovevo soltanto cambiare la prospettiva».

Ansaldi ci prende gusto e vede di non cavarsela affatto male con il videogame. Certo, è solo all’inizio. Ma comincia a cimentarsi prima con tornei on-line e poi nelle grandi catene di negozi. E i risultati ci sono. Ansaldi si avvicina al mondo del semi-professionismo per poi fare il grande salto. «Sono stato contattato – prosegue – dall’agenzia eSports Academy che mi fatto conoscere al Parma calcio 1913. Adesso sono un tesserato di questa importante realtà calcistica».

Alessandro Ansaldi ha firmato il contratto con la società a fine 2018 e, da allora, indossa virtualmente i colori giallo-blu nei match Fifa. «Durante i mondiali Fifa 2017, a Parigi – specifica Ansaldi – mi sono classificato al 18° posto. Un risultato che mi piacerebbe migliorare, già a partire dal prossimo mondiale. Ancora non so dove si disputerà: so soltanto che si terrà ad agosto e, con ogni probabilità, sarà in Europa».

Ma chi crede che lavorare con un controller Fifa in mano sia una passeggiata, si sbaglia di grosso. Parola di Gintera. «Serve una rigida tabella di allenamento – spiega – e più di tre ore d’allenamento ogni giorno. Durante queste sedute affronto altri professionisti. Ci vuole tanta forza di volontà ma soprattutto moltissima concentrazione. Anche quando vorresti uscire a fare una passeggiata e invece devi portare a termine il match».

Adesso, poi, c’è da tenere la guardia alta e raggiungere le qualificazioni ai prossimi campionati del mondo. Quando gli chiediamo se a quarant’anni si veda ancora a correre virtualmente dietro a un pallone, Gintera sorride: «No, impossibile. Quasi nessuno può riuscire in una simile impresa. Alla lunga è una professione usurante».

«Ma sono felice – conclude – perché a Parma ho trovato una grande famiglia che crede negli eSports. Non è scontato, è una realtà sempre più in crescita. E io sono felice perché posso continuare a fare ciò che amo da sempre: giocare a calcio».
 

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