Altolà dell’opposizione «No a musei e biblioteca nelle mani dei privati»
L’ipotesi del sindaco non piace al consigliere Conforti «La cultura non è un optional con cui fare mercato»
PESCIA. Affidare la gestione di museo e biblioteca ai privati? No: «La cultura non è un optional con cui fare semplicemente mercato». Questa la replica piccata del consigliere comunale Francesco Conforti al sindaco Oreste Giurlani, che qualche giorno fa, a proposito della “rivoluzione” della macchina comunale, aveva ipotizzato l’affido della gestione di musei e biblioteche comunali a dei privati. «Solo un’eventualità», aveva sottolineato il primo cittadino, che però dall’opposizione non sarebbe accolta con favore.
«Musei e biblioteche sono i custodi della memoria storica, artistica e culturale di una comunità – ha sottolineato Conforti – Fra l’altro, già in passato ci sono state esperienze simili, ma con risultati certo non entusiasmanti e, soprattutto, con zone d’ombra mai chiarite. Dunque, per chi amministra è doveroso mantenere un ruolo centrale e diretto nella gestione e non fuggire da queste responsabilità delegandole ad altri, come al solito. Col rischio che questi altri operino scelte o prendano decisioni seguendo interessi, appunto, privatistici, che poi, troppo spesso, non coincidono con quelli generali».
Conforti non manca di esternare le sue idee anche in fatto di cultura. «Dovrebbe esser chiaro a tutti che la cultura non è un optional con cui fare semplicemente mercato – dice – e poi, magari, cercare di pavoneggiarsi. È invece un bene senza prezzo, perché è lì che si ritrovano le radici e l’anima stessa della nostra città. Per questo la cultura deve essere rispettata e coltivata con amore in ogni sua manifestazione, nell’interesse comune, perché patrimonio collettivo che deve rimanere aperto per tutti».
Infine, il consigliere di minoranza approfitta per togliersi “un sassolino”, sottolineando lo “scalpore” che a suo dire susciterebbe il fatto di “negare” il teatro Pacini a un commediografo pesciatino di grande successo, in Italia e all’estero. Il riferimento è certamente a Valerio Di Piramo: «Evidentemente non gradito agli attuali amministratori, perché non allineato e perché, per fortuna, vuole mantenere il suo spirito libero. Ma nessuno deve stupirsi, dal momento che questa è l’espressione del livello, sempre più imbarazzante, di chi amministra oggi». —
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
