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cronaca

«Tassa di soggiorno tutta per le Terme

Andrea Bonvicini, commerciante ed ex assessore

e in più il contributo di hotel e negozi» Il commerciante Andrea Bonvicini chiede un progetto complessivo di rilancio della città aperto alle categorie


08 gennaio 2019 Alessandro Gasperini


MONTECATINI. Tra gruppi di cinesi che invadono la sua boutique a caccia di affari nella prima domenica dei saldi, e famiglie con bambini che attendono la Befana nella vicina piazza del Popolo, Andrea Bonvicini ci riceve dal “ponte di comando” all’interno del negozio di famiglia di corso Matteotti. «I cinesi? Da tempo sono nostri ottimi clienti», risponde. Tanto per testimoniare che non sono più soltanto i russi ad alimentare l’economia locale. . Ma l’orizzonte di Bonvicini è più lontano e il suo sguardo da sempre spazia fino a viale Verdi: dalla sede delle Terme al Tettuccio, simbolo della città.

«Riuscire da avere la piscina alle Leopoldine sicuramente sarà importante, ma per rilanciare l’intera economia di Montecatini non si può prescindere dal comparto termale nella sua interezza. Solo così potremo avere quei due o trecentomila turisti necessari».

Nel frattempo si cerca di attrarre gente con varie iniziative.

«La Città del Natale? Gli eventi sportivi? Ben vengano, ma da soli non possono bastare. Montecatini deve produrre eventi tutto l’anno. Oggi la gente si sposta nelle varie città d’Europa per seguire una grande mostra, o un avvenimento sportivo in uno stadio prestigioso. E in Italia abbiamo l’esempio dello Juventus Stadium».

Ma noi un edificio di prestigio ce l’abbiamo: il Tettuccio.

«E infatti, è così. Ma va restaurato e poi sfruttato meglio. Serve una copertura per l’inverno, deve poter ospitare appuntamenti tutto l’anno: cene, manifestazioni, sfilate. Al mattino la cura idropinica, nel pomeriggio e alla sera attrazioni di livello. Ma per arrivare a questo ci vogliono due cose: un progetto e i soldi».

Veniamo alla prima.

«Sì, serve un progetto complessivo della città termale, affidandoci a dei professionisti. Finora sappiamo solo delle Leopoldine in affitto. E dopo? Invece bisognerebbe pensare a fa ripartire tutto il viale Verdi. Del Tettuccio ho detto, delle Leopoldine si sa, ma l’Excelsior? Con pochi ritocchi potrebbe diventare importante per il benessere. Magari con una piccola piscina esterna. E poi c’è da pensare agli altri immobili in rovina: la Torretta, le Tamerici, eccetera. Ecco perché dico che serve un progetto complessivo. Ma il Comune non ci ha ancora pensato».

E i soldi?

«In due modi. Il primo: la tassa di soggiorno deve essere interamente investita sulle Terme. Secondo, anche le categorie dovrebbero partecipare. Gli albergatori mettendo una cifra aggiuntiva a quella chiesta ai clienti, e i negozianti studiando un sistema simile. E, soprattutto, il Comune si deve prendere tutte le azioni della società dalla Regione. Gratis. Infine ci sono le banche, sicuramente in grado di finanziare un progetto simile, magari entrando esse stesse nella proprietà». —

Alessandro Gasperini

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