Il Tirreno

Montecatini

l’omicidio di casteldelbosco 

Scotto ha ritrattato e la procura dispone nuovi accertamenti

I sigilli della procura sull'abitazione di Danny Scotto il giorno dopo l'arresto
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I sigilli della procura sull'abitazione di Danny Scotto il giorno dopo l'arresto

Il pm chiede una ispezione biologica sulla pistola del giovane operaio di Chiesina Uzzanese per cercare eventuali tracce ematiche    

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CASTELDELBOSCO. La ritrattazione di Danny Scotto, l’operaio agricolo di 27 anni, di Chiesina Uzzanese, arrestato con l’accusa di avere ucciso Giuseppe Marchesano, 27 anni, di Casteldelbosco, ha indotto la Procura della Repubblica di Pisa ad estendere l’incarico di consulenza su alcuni reperti che erano già stati conferiti ai consulenti tecnici dell’accusa stessa. . In un primo momento, dopo che l’arrestato aveva confessato di essere stato a casa dell’amico e di avergli sparato con la pistola che aveva acquistato pochi giorni prima, gli accertamenti tecnici disposti dovevano servire sostanzialmente a confermare il racconto dell’indagato.

Ora, invece, gli investigatori ritengono che sia necessario acquisire ulteriori riscontri, che serviranno nella ricostruzione dell’omicidio e di quello che è successo nell’appartamento della vittima.

Si chiede al consulente di cercare eventuali impronte su un atto notarile, che era stato sequestrato nei giorni successivi all’omicidio, oltre ad una ispezione biologica della pistola per cercare eventuali tracce ematiche dall’uso del revolver stesso che Scotto inizialmente aveva detto di avere armato una seconda volta, dopo avere esploso i primi sette colpi.

Saranno quindi repertate eventuali tracce biologiche prima di procedere con gli accertamenti balistici.

Saranno anche cercate impronte e sarà effettuato un prelievo biologico sui tre bicchierini di plastica che sono stati sequestrati sulla scena del delitto. dagli investigatori.

Intanto Scotto resta in carcere al Don Bosco a Pisa. Dopo aver ritrattato con il pubblico ministero, Sisto Restuccia, quanto aveva ammesso al giudice per le indagini preliminari durante l’udienza di convalida del fermo disposto dalla procura, Scotto è rimasto successivamente in silenzio, senza aggiungere nulla sulla tragica vicenda.

La Procura e i carabinieri ritengono comunque di avere acquisito elementi sufficienti per sostenere l’accusa di omicidio volontario nei confronti di Scotto, che era frustrato dalla consapevolezza di non riuscire ad avere amici oltre a Giuseppe Marchesano e amareggiato per la decisione presa da quest’ultimo di troncare la loro frequentazione che risaliva a parecchi anni addietro. —

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