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La Città del Natale punta a quota 30mila. «Tanti problemi ma era l’anno zero»
Il presidente del comitato Claudio Chimenti ricorda che la Salute è stata resa disponibile solo a metà ottobre
MONTECATINI. Un bilancio in chiaroscuro, con tanti problemi (spesso causati dai tempi ravvicinati o dalla solita burocrazia), ma anche con alcuni punti fermi che fanno ben sperare sul futuro di una manifestazione che, comunque, tornerà anche nel 2019. Nonostante un genere ormai iper-inflazionato (e a pochi giorni dalla sua conclusione) il presidente del comitato organizzatore della Città del Natale, Claudio Chimenti, traccia un primo bilancio, spiega le falle emerse nel sistema e lancia nuove sfide. . «Tutto può essere migliorato – dice Chimenti – ma in tanti dimenticano che siamo stati costretti a prendere decisioni e ad agire in tempi strettissimi, dato che lo stabilimento Salute è stato reso disponibile dalle Terme solo a metà ottobre». In pratica il comitato si è trovato di fronte a una scelta non da poco: sospendere per un anno le attrazioni natalizie o fare – come spesso accade – buon viso a cattivo gioco e…arrangiarsi. «Alla fine – dice Chimenti – abbiamo optato per la seconda soluzione. Che ha però voluto dire perdere tante occasioni che si erano presentate e che si sono poi fatte da parte proprio a causa dell’indisponibilità della Salute, inagibile in quanto dovevano essere fatti alcuni lavori (e nella vicenda si è inserita, a complicare le cose, anche la Soprintendenza). Pensare che era da gennaio che eravamo in contatto con alcune società interessate a gestire la location».
Ma gli stop and go burocratici sono solo una delle facce della medaglia. Altri problemi sono arrivati dal fatto che ormai Montecatini non è più un unicum nel panorama nazionale natalizio: case, villaggi, baite e quant’altro si trovano in ogni angolo del Paese, creando così un sistema di concorrenza più che mai agguerrito. E molte realtà hanno budget ben diversi da quelli “nostrali”.
«Quando abbiamo iniziato c’eravamo solo noi. Ora, solo per rimanere nei territori a noi vicini – dice Chimenti – attrazioni natalizie se ne trovano a Monsummano, Lucca o Pistoia. In quest’ultimo caso gli organizzatori avevano a disposizione 200mila euro, a Empoli forse di più. A noi il Comune ha dato 35mila euro e altrettanti li abbiamo trovati tramite sponsor e altri soggetti privati. Abbiamo fatto una bella campagna di promozione sulle tv Cartoonito e Boing, e poi stampato mappe, installato cartellonistica e rinnovato il sito web. Ma abbiamo bisogno di un sostegno più ampio, almeno 100mila euro per la sola promozione. Tanto più che le nostre attrazioni sono più belle di quelle delle altre città».
Chimenti elenca poi le attrazioni che hanno ricevuto le maggiori attenzioni dal pubblico: il trenino è sempre stato pieno, bene anche la pista di ghiaccio e i pony, non male neanche il villaggio e la baita. «Magari è un po’ mancata la continuità, con picchi raggiunti per il ponte dell’8 dicembre (5-6mila persone). Ma ci attendiamo gente anche per l’ultimo dell’anno (in piazza del Popolo è in programma un dj set dedicato ai più giovani, ndr)».
«In definitiva – conclude Chimenti – questo per noi è stato l’anno zero: fino al 2017 la Casa faceva promozione anche da sola con 70-80mila euro, stavolta ha dovuto fare tutto il comitato organizzatore, avendo chiesto alle singole attrazioni non più di 1. 500 euro ciascuna. In totale al 6 gennaio contiamo di raggiungere le 30mila presenze, ma la manifestazione può potenzialmente arrivare a 100mila. Senza la Città del Natale tra ottobre e marzo in tanti dovrebbero chiudere: anche per questo torneremo nel 2019». –
David Meccoli
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