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Ecco il primo Albergo etico in Toscana, la formazione in una scuola di Montecatini
Stage di tre anni per 15 giovani con la sindrome di Down e poi al lavoro in un vero hotel che sarà aperto a Pistoia con l’aiuto della Fondazione Caript
MONTECATINI. Per Elena, Maria e Andrea sarà un po’ come tornare a casa. All’Istituto alberghiero “Ferdinando Martini” di Montecatini si sono diplomati qualche tempo fa. E per loro (così come per altri dodici giovani con sindrome di Down), una nuova avventura sta per cominciare. Anche a Pistoia, nei prossimi tre anni, aprirà il primo Albergo etico della Toscana (dopo quelli di Asti e Roma).
Una vera e propria “accademia dell’indipendenza” dove, in un triennio, i ragazzi con disabilità affineranno la propria formazione, in parte già acquisita durante gli anni di studio: dal servizio in sala bar e ristorante, passando per gli uffici fino al ruolo di receptionist dell’hotel. E, concluso lo stage formativo, saranno pronti a gestire un vero e proprio albergo. «Il primo passo – spiega la professoressa Luisella Del Vigna, referente del progetto per l’alberghiero – è quello della formazione nella sede del nostro istituto. Hanno già cominciato, occupandosi dell’accoglienza e facendo la guida alla mostra fotografica “Divine creature” a Palazzo di Giano, a Pistoia».
Tre anni, insomma, il tempo pensato dagli ideatori del progetto – il presidente della cooperativa sociale “Download” Alex Toselli, affiancato dallo chef Antonio De Benedetto – per far acquisire ai ragazzi con disabilità una propria autonomia sul piano lavorativo, ma anche umano.
«Siamo al lavoro – aggiunge Maria Cristina Coppini dell’associazione “To groove Pistoia – per cercare un luogo che abbia le caratteristiche necessarie per far nascere, anche a Pistoia, l’Albergo etico. La Fondazione Caript ci aiuterà dal punto di vista economico, per l’acquisto dell’hotel. Dovrà essere un luogo accessibile in modo che i ragazzi possano raggiungerlo in maniera autonoma; e neppure troppo grande, con all’incirca 25 camere». Sono felici, i giovani che saranno protagonisti di questo nuovo progetto. Si raccontano, con indosso delle magliette arancioni.
Tra loro c’è Niccolò, 28 anni, maître e sommelier del ristorante di Asti. È lui, oggi, il simbolo dell’Albergo etico, il primo a far credere in questo progetto. «Sono volato in Australia – racconta – e lì ho avuto l’onore di servire all’ambasciata italiana. Ho pure partecipato per tre volte alla maratona di New York. Arrendermi è una di quelle cose che proprio non mi piace. E la mia stessa vita è la prova che, mettendocela tutta, nessun risultato è impossibile. Ma, soprattutto, che non sempre la disabilità è una barriera, un ostacolo per raggiungere i nostri sogni».
Il progetto, ormai, ha superato i confini nazionali ed è già approdato in Argentina e anche in Slovacchia. «L’Albergo etico – commenta il preside del Martini, Riccardo Monti con la vice Benedetta Calistri – consentirà a questi giovani un futuro professionale. Nella nostra scuola, oggi, sono circa una novantina i ragazzi disabili. Il lavoro è un diritto ed è fondamentale donare un futuro a ognuno di loro».
E, d’ora in avanti, anche l’Istituto alberghiero si colorerà di arancione. Come le magliette che indossano i ragazzi. Insieme al loro sorriso raggiante.
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