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Lamporecchio 

Sacchi neri ed elettrodomestici abbandonati in strade e torrenti

Martina Trivigno
Rifiuti abbandonati nella zona industriale: foto di Alberto Tesi su Facebook
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Rifiuti abbandonati nella zona industriale: foto di Alberto Tesi su Facebook

Nuovo raid fuorilegge nel fiumiciattolo della zona industriale e in via Varignano Il vicesindaco Tronci: «Allerta massima per le feste: c’è il rischio di nuovi episodi»

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LAMPORECCHIO. Sacchi neri e trasparenti, pieni un po’ di tutto (carta, plastica, cicche di sigarette), gettati con noncuranza nella zona industriale di Lamporecchio, dentro al rio che la costeggia e pure sugli argini. E anche diversi elettrodomestici, tra cui più o meno una decina di televisori, lasciati in via di Varignano (una strada non nuova, purtroppo, agli abbandoni di spazzatura). Sono questi, in ordine di tempo, gli ultimi ritrovamenti di rifiuti illegalmente abbandonati nel territorio lamporecchiano.. Cattive abitudini dure a morire in quegli incivili che, troppo spesso, hanno scelto le campagne di Lamporecchio e le colline del Montalbano per “liberarsi” di rifiuti ingombranti di ogni genere. «In generale il fenomeno non si è aggravato – spiega il vicesindaco Daniele Tronci – ma, purtroppo, è sempre rimasto costante nel tempo. E proprio nei prossimi giorni, in occasione delle festività natalizie, bisognerà tenere l’attenzione ancora più alta perché potrebbero verificarsi dei nuovi episodi».

A recuperare una parte dei sacchi lasciati lungo il rio della zona industriale di Lamporecchio ci hanno pensato gli operai del Comune, mentre per quelli gettati nel corso d’acqua ci vorrà più tempo. E poi ci sono gli elettrodomestici abbandonati in via di Varignano.

«Una parte dei rifiuti sono già stati rimossi – conclude Tronci – mentre i televisori sono stati posti sotto sequestro. La nostra Polizia municipale ha avviato le indagini ed è ora al lavoro per risalire ai colpevoli. È ancora presto per dirlo, ma potrebbe trattarsi di elettrodomestici provenienti da un deposito o un centro di manutenzione abusivi» . –

Martina Trivigno

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