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Rissa genitori-mister, le squadre si scusano: non doveva accadere
I dirigenti di Monsummano e Chiesina Uzzanese fanno mea culpa per le urla e gli spintoni durante il derby Juniores
Monsummano. «Non doveva succedere, ma è successo. Per fortuna non si è andati oltre spintoni e insulti. Ma dire che ci dispiace, è poco». A parlare, all’unisono, sono i dirigenti delle squadre di calcio di Monsummano e Chiesina Uzanese. Team orgoglio delle rispettive cittadine, protagoniste sabato scorso di un derby finito sopra le righe. Non in campo, dove le due rispettive squadre Juniores hanno dato il massimo sia dal punto di vista sportivo sia da quello della correttezza e lealtà. Ma sulle tribune, dove invece è scoppiata una rissa tra l’allenatore del Chiesina (espulso dall’arbitro per proteste), alcuni dirigenti, nonché parenti e amici dei 22 ragazzi in campo. Urla, insulti e spintoni che hanno costretto l’arbitro a sospendere la gara per alcuni minuti in attesa che gli animi si calmassero.
«Purtroppo, pur non essendo successo niente oltre qualche spintone, è accaduta una cosa veramente triste e che non dovrebbe mai verificarsi, soprattutto quando in campo ci sono dei ragazzi – racconta il segretario del Monsummano, Luigi Schettino, contattato dall’Ansa dopo l’esclusiva del Tirreno ieri in edicola –. Sono rimasti coinvolti alcuni genitori e dirigenti delle due squadre e l’arbitro ha dovuto interrompere il match, dato che i giocatori si erano tutti avvicinati alle reti laterali per vedere cosa stesse succedendo».
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«I primi a fermarsi sono stati proprio i ragazzi – conferma Marco Guidi, dirigente del Monsummano presente allo Strulli –. Si sono resi conto di ciò che accadeva sugli spalti e hanno smesso di giocare. L’arbitro ha quindi sospeso la gara per alcuni minuti». E qui il responsabile della squadra monsummanese è subito intervenuto per garantire la sicurezza di tutti. «Ho verificato che i cancelli fossero chiusi e chiamato i carabinieri – racconta –. Mi sono subito dato da fare nonostante la cosa fosse di poco conto: vi assicuro che nessuno è andato oltre qualche spintone e qualche offesa verbale. Certo non è bello e, purtroppo, queste cose accadono spesso. Stiamo arrivando al paradosso che siano normali».
La rissa sugli spalti è cominciata quando è stato espulso l’allenatore del Chiesina Uzzanese. Il tecnico, anziché andare negli spogliatoi, come è consuetudine si è accomodato in tribuna. Da qui ha continuato a dare indicazioni alla propria squadra. Una cosa che avviene di frequente ma che, visto i nervi tesi (fuori e non dentro il campo da gioco), ha infastidito il pubblico presente. Quando un dirigente monsummanese lo ha invitato a stare zitto, è scoppiato un parapiglia tra genitori e amici dei ragazzi in campo, l’allenatore e alcuni dirigenti sportivi. Urla e minacce, insulti e spintoni che hanno causato la sospensione della partita, ricominciata dopo qualche minuto una volta riappacificati gli animi.
Una riappacificazione favorita anche dagli ottimi rapporti tra le due società. «Questa mattina (ieri, ndr), la prima cosa che ho fatto è stato chiamare il presidente del Chiesina Uzzanese e chiedere scusa a nome mio e della società», rivela Guidi.
Scuse che il presidente del Chiesina, Pierluigi Carmignani, conferma di aver ricevuto oltre che aver subito accettato. «Guidi mi ha chiesto scusa e io non ho potuto che accettarle con piacere – spiega –. Tra le nostre società i rapporti sono da sempre cordiali. Siamo noi i primi a non volere che accadano questi espisodi. Sono situazione che non devono accadere. La questione tra noi è chiusa».
Pace fatta, dunque, tra le due società. Ma se la questione sia realmente finita dipenderà da ciò che ha scritto l’arbitro sul referto di gara. —
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