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«Nessuno aiuta quel bambino violento»
Protesta delle mamme e tensione ieri mattina alla elementare Rodari: i compagni di classe sono rimasti fuori della scuola
Massa Cozzile. Da una parte n piccolo studente malato, e soggetto ad attacchi di vioolenza. Dall’altra un gruppo di genitori esasperati (almeno una ventina) che per protesta ha preferito non far entrare i propri figli in classe. È la paradossale contrapposizione emersa ieri mattina davanti alla scuola elementare “Rodari” di via Don Poggetti, in località Gusci a Massa Cozzile. Non sono mancati momenti di tensione ed è tra l’altro arrivata una volante della polizia per evitare che gli animi si scaldassero troppo. Alla vista degli uomini in divisa la folla si è dispersa.
«I nostri bambini non frequentano più volentieri la scuola, molti di loro sono stati picchiati diverse volte senza motivo con calci e pugni, è una situazione che va avanti da anni ma di cui l’istituto non si è mai fatto carico prendendo seri provvedimenti», hanno detto alcune mamme. Nell’ultimo episodio, quello che ha portato ad organizzare il presidio, la vittima è stata una maestra, presa a ceffoni e tirata per i capelli. Il bambino protagonista di simili atti aggressivi, di cui ovviamente omettiamo ogni riferimento per tutelare la privacy sua e quella dei suoi compagni di scuola, è affetto da disturbo da deficit di attenzione e iperattività (in sigla Adhd). Per questo è inserito nel programma di sostegno del plesso scolastico ed è anche seguito dai medici e dagli esperti della Fondazione Stella Maris.
«Ma ha soltanto quattro ore di sostegno alla settimana, nonostante le nostre richieste di aumentare l’orario di affiancamento con un’insegnante dedicata – hanno precisato i nonni del ragazzo, anche loro presenti ieri mattina davanti alla scuola – lui purtroppo ha i suoi problemi, però fin dalla scuola materna è stato emarginato durante le ore di scuola, spesso lasciato da solo in un’aula, e vista la sua patologia può avere reazioni violente ed eccessivamente sopra le righe».
In sostanza, sia i familiari del bambino che gli altri genitori se la prendono con la dirigenza scolastica dell’istituto comprensivo “Pasquini” che, da tempo a conoscenza della situazione, non avrebbe mai preso delle contromisure per risolvere davvero la questione. La decisione di lasciare i figli a casa ha l’obiettivo di evidenziare un problema che secondo questi genitori non è più rimandabile, con l’intenzione di sollecitare l’istituto a preoccuparsi del caso in maniera approfondita.
Le rimostranze di ieri mattina alla fine hanno persuaso la dirigente scolastica a concedere un incontro alle famiglie, fissato per il 9 gennaio al rientro dalla pausa natalizia. «Ci sembra una data un po’ troppo avanti nel tempo – hanno aggiunto i genitori – prima ci hanno detto che dovranno parlare con gli psicologi e con gli operatori del sostegno, ma a noi la situazione ci appare già molto chiara». —
Luca Signorini
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