Il presidio
Niente Tari alle serre. Giurlani: «La sentenza non è una mazzata per le nostre casse»
Il sindaco di Pescia risponde ai dubbi dell’opposizione sugli effetti della decisione presa dalla commissione tributaria
PESCIA. Cosa intende fare l’amministrazione nei confronti del pronunciamento della Commissione tributaria provinciale di Pistoia che, lo scorso 8 novembre, ha accolto i ricorsi di un floricoltore pesciatino contro sei avvisi di accertamento Tari emessi dal Comune di Pescia? Ricorrerà in appello in commissione tributaria regionale o desisterà, dandosi per vinto e pagando le spese processuali del ricorrente? A porre la questione al sindaco sulla nota vicenda della Tari sulle serre, che tante polemiche ha suscitato nelle scorse settimane, è stato il consigliere Giancarlo Mandara (Voltiamo Pagina) nel corso dell’ultimo consiglio comunale, del 5 dicembre scorso. «Aspettiamo la relazione tecnica degli uffici» è stata la risposta del sindaco Oreste Giurlani, che sostanzialmente evidenzia come sulla vicenda si navighi a vista e nessuna decisione sia ancora stata presa. . Ciò non di meno, il primo cittadino nega che la sentenza sia stata «una mazzata clamorosa per l’Ente» come sottolineato dal consigliere interrogante. «Non è una clamorosa vittoria per il ricorrente – ha sottolineato Giurlani – né una clamorosa sconfitta per l’Ente».
Le risposte di Giurlani sono state ritenute parziali e approssimative, non solo dal firmatario dell’interrogazione, ma da tutti i gruppi consiliari d’opposizione.
«C’è un regolamento comunale, è stato applicato in un determinato modo dagli uffici, sono state emesse delle cartelle nei confronti di alcune attività produttive del territorio, che sono state impugnate e in primo grado il ricorrente ha avuto ragione e il Comune torto – è la sintesi che la consigliera del Pd Elisa Romoli ha fatto nel suo intervento –. Rispetto a questo c’è poca chiarezza su cosa si vuol fare, su come cioè la giunta intenda procedere. Che ripercussioni può avere sul bilancio l’eventualità di altri ricorsi? ».
E infine, la questione «non digerita» e ritenuta «ambigua», «finalizzata a fare campagna elettorale» delle presa di posizione del sindaco nei confronti dei vivaisti, ovvero l’auspicio che la sentenza fosse «tombale»: non lasciasse cioè spazio al dubbio e «costringesse» l’amministrazione a rimettere mano alll’intero regolamento.
«Io mi auguravo che il risultato della sentenza fosse più chiaro – ha ribadito il primo cittadino – perché questo avrebbe dato un’ulteriore sponda a quello che intendiamo fare, ovvero modificare il regolamento e venire incontro alle aziende anche perché facciano gli adempimenti che debbono fare, il problema è come risolvere il caso delle cartelle già emesse perché a seconda di come si risolve questo potrebbe essere tombale, non per la sentenza, ma per le stesse ditte e questo non lo vogliamo».
In merito alle perplessità sollevata dal consigliere della Lega Oliviero Francheschi, che paventava il rischio che la Tari non versata dai vivaisti fosse spalmata su tutti gli altri contribuenti pesciatini con un aggravio di spesa per gli stessi, il primo cittadino ha voluto rassicurare, sottolineando che «le cartelle delle serre non sono iscritte a ruolo, quindi non incidono sul bilancio». –
Maria Salerno
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