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piccolo dramma a pozzarello 

Rubano l’auto elettrica a un bimbo di tre anni. La madre: restituitela

di Martina Trivigno
Rubano l’auto elettrica a un bimbo di tre anni. La madre: restituitela

La 500 era in piazza ed è sparita. «Mio figlio ora piange di continuo. Mettetevi una mano sulla coscienza»

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MONSUMMANO. Il bambino, mentre giocava, ha messo il piedino in una pozzanghera e le scarpe gli si sono inzuppate d’acqua. La mamma, allora, l’ha preso per mano e l’ha portato in casa, a cambiarsi. La mini Cinquecento elettrica, intanto, è rimasta lì, nella piazzetta Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Pozzarello. Ma quando, pochi minuti dopo, il nonno del piccolo è tornato per portarla a casa, della macchina in miniatura non c’era più traccia. Un furto insolito, quello di mercoledì, intorno alle 15,30, che ha tolto il sorriso a un bambino di soli tre anni. «Per tranquillizzarlo, gli abbiamo detto che la macchina è in officina perché deve essere riparata – racconta la mamma –. Ma mio figlio è inconsolabile e non fa altro che piangere. Era un regalo dei nonni per il suo primo compleanno, ma fino a pochi mesi fa aveva paura anche solo a salirci a bordo».

Ma ultimamente il piccolo aveva preso confidenza con la mini Cinquecento e non vedeva l’ora di poterci fare un giro. Fino a mercoledì pomeriggio quando qualcuno, approfittando di un momento di distrazione, ha fatto sparire la macchinina elettrica. «È molto ingombrante e pure pesante – prosegue la donna – e da sola non riesco nemmeno a portarla in piazzetta Dalla Chiesa. Ogni volta, infatti, mi aiuta mio suocero. Per questo credo che qualcuno ci abbia osservato, aspettando il momento giusto per entrare in azione».

«Non è per il valore economico della Cinquecento – prosegue la donna – ma per quello affettivo che ha per mio figlio. Vedere piangere un bambino così piccolo, infatti, ci rende tutti più tristi. Lui aspetta che il suo giocattolo preferito torni a casa».

Da qui la volontà di fare un appello, dritto al cuore di chi ha sottratto l’auto elettrica. «Vogliamo dire a chi ha preso la Cinquecento – conclude la mamma del bambino – di mettersi una mano sulla coscienza e di restituirla a mio figlio che, così, tornerebbe a sorridere, a bordo della sua macchinina elettrica. E noi dimenticheremmo questa storia molto spiacevole». Intanto, però, la famiglia ha sporto denuncia ai carabinieri. –
 

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