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Monica da sola sul palco in un lungo monologo tra ironia e dramma
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Da circa un mese e mezzo partecipo a un corso di teatro per principianti nel delizioso teatro di Buggiano “Buona la prima”. La nostra insegnante è l’attrice professionista pistoiese Monica Menchi. È stato dunque, per me, particolarmente emozionante assistere allo spettacolo “La vita accanto” messo in scena da Monica al teatro Yves Montand di Monsummano, nell’ambito delle iniziative organizzate con il patrocinio del comune per la settimana contro le violenze sulle donne. Insieme a me, tutte le compagne di corso. La recita inizia a sipario alzato, scenografia semplice, nel mezzo una mega cornice con un telone dietro il quale Monica, a tratti, comunica i momenti più drammatici della storia della piccola Rebecca, bambina brutta rifiutata perfino dalla madre per il suo aspetto repellente. Un dramma psicologico quello di Rebecca, interpretata con estrema sensibilità in un difficile monologo che valorizza il talento artistico di Monica.
L’attrice si carica sulle spalle un intero spettacolo e, proprio per questo, una scenografia complessa o ricercata sarebbe di troppo e andrebbe forse a smorzare il patos che per un’ora e mezza, senza intervallo, inchioda il pubblico con lo sguardo sulla protagonista. Con ritmo serrato e mai esasperato, Monica alterna ironia e dramma in un tragico gioco di sentimenti. La vita è sempre lì, anche quando non la vediamo, anche quando ci fa sentire esclusi, sembra gridare Menchi.
Scrive Pirandello ne “L’umorismo”: “La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo di arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, fuori e dentro di noi”. Ne consegue il terribile binomio vita-forma che Monica ha splendidamente portato sul palcoscenico. Il finale è laconico e meraviglioso. Rebecca, in un attimo, diventa bellissima. Lo spettacolo, in tournée in Italia, tratto dal romanzo di Maria Pia Veladiano per la regia di Cristina Pezzoli, è valso a Monica il Gran Prix Del Teatro per l’interpretazione. Arrivederci maestra, ci vediamo a scuola. –
Giovanna La Porta
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