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Cassonetti capovolti dalla stessa Alia spa

Luca Signorini
Cassonetti capovolti dalla stessa Alia spa

Il motivo? «Serve tempo per rimuoverli e volevamo che i cittadini si abituassero fin da subito alla raccolta differenziata»

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Sembrava il giallo del bidone giallo (è il titolo di un vecchio film), anche se in questo caso il colore è verde (per l'indifferenziato) e marrone (per l'organico). Poi Alia spa chiarisce: «siamo stati noi a ribaltare i cassonetti a testa all'ingiù – diversi i casi sopratutto a Pieve a Nievole e a Uzzano – perché in attesa di rimuoverli da bordo strada, come è nei programmi per l'introduzione del porta a porta, non è stato possibile “nastrarli”, ovvero bloccare l'apertura del coperchio, in assenza di maniglie o altri perni necessari allo scopo». Un'operazione che rappresenta una novità anche per l'azienda che si occupa del servizio. Il fine sarebbe stato comunque il solito: evitare di far conferire ai cittadini i sacchi dell'immondizia lì dentro e abituarli da subito al nuovo metodo, partito lunedì nei comuni di Pieve, Uzzano, Ponte Buggianese, Massa Cozzile, Buggiano e Chiesina Uzzanese. Una conseguenza è rapida: le persone fanno spallucce e, alla vista dei cassoni capovolti, depositano ciò che buttano ai loro lati, dunque sul marciapiede e a cielo aperto. Ne nascono piccole discariche. «Una pratica che proseguirà per qualche tempo anche una volta spariti i bidoni dalle strade, per una sorta di abitudine», fanno sapere dalla società di gestione. In questa storia, non manca la componente ironica di chi si chiede come mai, già che c'erano, dopo aver svuotato i cassonetti dal contenuto i camion non li abbiano pure caricati e portati via. Precisano ancora da Alia: «I mezzi e gli operatori da utilizzare sono differenti per lo svuotamento e per la rimozione. Cercheremo di ritirare i bidoni nel più breve tempo possibile, ma ci sono sempre dei tempi tecnici di trasporto di questa attrezzatura usata ai centri di stoccaggio, che si trovano a Empoli e Firenze». Secondo il piano operativo, i cassonetti spariranno prima a Pieve e a Uzzano, quindi a Ponte e via via negli altri paesi dove è scattata la raccolta domiciliare. Servirà un mesetto per toglierli tutti, e sono più o meno 5.000. E a proposito del nuovo metodo: da alcune zone periferiche e collinari, magari non così facilmente raggiungibili (parecchie le segnalazioni da Ponte e Chiesina), si registrano ritardi nel ritiro dei bidoncini esposti fuori dalle abitazioni. «Succede che i camion più grossi riescono a passare in alcune strade e non in altre, dove servono mezzi più piccoli, e succede anche che diversi cittadini che abitano in case isolate non abbiano capito dove si trova il punto di raccolta – spiega il sindaco di Ponte, Nicola Tesi – dobbiamo avere un po' di pazienza, ci vuole un mese per l'assestamento del servizio, il vero porta a porta partirà a inizio 2019, quando non ci saranno più i cassonetti». Aiutati che Alia ti aiuta. —

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