Il Tirreno

Montecatini

«Non molleremo» Aprono i battenti i magnifici sette del progetto Pop up

David Meccoli

Finiti i tre mesi di tutoraggio ieri hanno tirato su i bandoni  le nuove attività destinate a far rivivere via Marruota

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montecatini. Sono tutti motivatissimi e nessuno ha la minima intenzione di mollare dopo i tre mesi di tutoraggio del progetto Pop up. Ed è una convinzione che ci siamo fatti non solo dopo averci parlato guardandoli negli occhi, ma anche perché per ristrutturare e personalizzare il fondo nel quale si sono insediati hanno investito tanto, sia in termini di tempo («Mi hanno dato le chiavi del locale solo a fine ottobre e da allora ci sono stata fino alle 3 di ogni notte», dice Eliana Ascioti di “Io riciclo”), ma soprattutto per la scelta di vita fatta (alcuni hanno lasciato la precedente occupazione per gettarsi in questa avventura) e per i soldi messi sul piatto (oltre 60mila euro la cioccolateria Maionchi, una modernissima cucina la rosticceria Rusty).

Sono tutti in via Marruota, anima storica del “Sottoverga”, le 7 nuove attività che hanno aperto i battenti ieri (Santa Barbara), grazie anche a un contributo del pubblico (50mila euro dalla Regione, 30mila dal Comune). E si va dal passaggio a livello fino alla chiesa del Corpus Domini. Nel dettaglio, partendo da nord, il primo locale “rigenerato” è lo “Spazio bianco”, centro polifunzionale di arte, cultura, benessere e solidarietà.

«Il fondo che abbiamo ricevuto – dice Marika Buciuni, psicoterapeuta – non era messo bene. Lo abbiamo scartavetrato, pulito e imbiancato. E ora siamo pronti a dare al quartiere le nostre competenze per stare tutti un po’ meglio. Fermarci dopo tre mesi? Non ci pensiamo nemmeno: i primi risultati del nostro lavoro si vedranno solo in estate».

Subito a fianco troviamo “Maionchi cioccolato Lucca 1583”: una sorta di boutique per palati fini. Uno dei titolari, Carlo Maionchi (erede diretto della dinastia di cioccolatieri) dice che la sua famiglia è stata la prima, nel 1606, ad aver ricevuto le fave di cacao dalle Americhe. E visti i forti investimenti economici fatti, è quasi pleonastico chiedere se dopo tre mesi pianteranno baracca e burattini.

Si attraversa la strada e, a pochi metri l’uno dall’altro troviamo altre tre neo-attività. Due sono di abbigliamento (“La bottega degli artigiani della maglieria” e “Tua e mia”) e, manco a dirlo, i titolari sono in entrambi i casi pratesi. E proprio a Prato hanno già partecipato al progetto Pop up.

«Abbiamo una nostra tessitura e gran parte dei capi che vendiamo li fabbrichiamo direttamente noi», dice Daniel Pagliai. «La prima volta ci è andata bene e abbiamo deciso di riprovarci a Montecatini», dicono Cristiana Melani e Paola Capecchi.

Il terzo fondo, adiacente, è la rosticceria “Rusty”. «Questa – dice Emilio Aiello, calabrese di nascita, che ha lasciato il suo lavoro in un albergo di Montecatini per aprire la nuova attività – non può certo essere un’esperienza a tempo determinato. Io ci metterò tutto l’impegno per contribuire a far tornare questa strada ai suoi antichi splendori».

Infine le ultime due attività (e qui siamo nel “profondo sud”, oltre la rotatoria): lo studio “Graphic design” e l’officina artigianale “Io riciclo”. Per aprire quest’ultima Eliana Ascioti ha lasciato la farmacia nella quale lavorava da 10 anni. «Grazie a Pop up – dice – ho potuto avvicinarmi a quello che per me era da tempo un sogno. Posso riciclare tutto, a parte soldi e persone».

Il progetto potrebbe non fermarsi in via Marruota, ma essere portato anche nelle vie Garibaldi e Mazzini. Il Comune ha già pronti altri 60mila euro e obiettivo della Regione è far diventare Pop up un vero e proprio marchio di rigenerazione urbana. —

David Meccoli

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