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il caso 

Invalida al cento per cento deve restituire 3.614 euro

Alessandra Tuci
Invalida al cento per cento deve restituire 3.614 euro

Doccia gelata dall’Inps per una giovane ungherese residente a Borgo a Buggiano costretta a vivere con 290 euro al mese

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BUGGIANO. Costretta a vivere con 290 euro al mese, deve rimborsare anche 3. 614 euro all’Inps. Lei, Magdolna Ivan, è giovane, bella e, fortunatamente, il sorriso sulle labbra non l’ha perso. Nemmeno la voglia di lottare e di raccontare l’inferno contro il quale è costretta a combattere da quattro anni. E pensare che lei di anni ne ha solo 35. . Ungherese, Magdolna vive in Italia da 7 anni, a Borgo a Buggiano. Lavorara come promoter a Firenze, aveva una vita normale, nonostante la lontananza della famiglia. Quattro anni fa, però, le viene diagnosticata una forma molto aggressiva di tumore, un adenocarcinoma vegetante. E da lì la sua vita cambia drasticaente. I continui viaggi in ospedale, le visite mediche, gli esami clinici, e tre operazioni grosse a cui è sottoposta.

«La mia vita è cambiata totalmente –racconta– ho dovuto smettere di lavorare perché la malattia e le operazioni subìte non me lo permettevano. L’ultima volta che sono stata operata, a gennaio 2017, mi hanno tolto un pezzo di osso sacro». Un intervento molto delicato e complesso, eseguito all’ospedale di Empoli, a seguito del quale Magdolna è stata dichiarata invalida civile al 100% con indennità di accompagnamento: la donna è completamente inabile al lavoro ed è stata riconosciuta portatrice di handicap in situazione di gravità.

«Ho iniziato a percepire 290 euro al mese per l’invalidità e 516 euro per l’accompagnamento da febbraio 2017, un mese dopo l’ultima operazione – continua– le uniche entrate economiche che mi permettevano di vivere abbastanza dignitosamente dato che non posso più lavorare».

“Permettevano”, appunto, perché, dopo una visita di controllo all’Inps, non solo le è stata tolta l’indennità di accompagnamento, ma le è stato chiesto anche un rimborso di 3.614 euro all’ente. Secondo l’Inps quei soldi, erroneamente erogati, non erano più dovuti.

«Il 14 novembre scorso mi è arrivata una lettera a casa da parte dell’Inps dove mi si chiedeva un rimborso di 3.614 euro. Io non capisco – spiega Magdolna incredula – ad agosto 2018, quando ho fatto la visita di controllo all’Inps, nessuno mi ha detto che non avrei più avuto diritto all’accompagnamento. Anche perché continuo a percepire l’invalidità civile al 100% e sono inabile al lavoro. Se c’è stato un errore da parte dell’ente perché devo rimetterci io? E, soprattutto, come faccio a vivere con soli 290 euro al mese? Ho chiesto spiegazioni ma nessuno mi ha saputo rispondere».

Tra l’altro, continua Magdolna, le sue condizioni di salute non sono certo migliorate. Deve anche sottoporsi ad una laser terapia per via della cicatrice molto grande che le è rimasta addosso.

Non può più lavorare, è sola e non ha alcun tipo di reddito. Ora l’unica strada percorrebile è quella del ricorso. Magdolna si è infatti rivolta all’associazione pistoiese Dis-Attiva-Disabilità Attiva e alla sua presidente Emanuela Teresa Mastrandrea: grazie al loro aiuto farà ricorso attraverso l’Anmic Aassociazione nazionale mutilati e invalidi civili). Intanto dall’Inps, interpellato anche dal nostro giornale, non è arrivata alcuna spiegazione sulla vicenda di Magdolna. –

Alessandra Tuci

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