Il Tirreno

Montecatini

a lezione dai carabinieri 

Rete strumento a rischio, i ragazzi vanno controllati a vista

Il luogotenente Biagio D’Errico ha incontrato gli studenti dell’Istituto alberghierto Martini per parlare dei pericoli nascosti in internet 

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MONTECATINI. «La Rete è uno strumento a rischio e i ragazzi vanno controllati a vista». Introduce così il luogotenente Biagio D’Errico, comandante della Stazione carabinieri di Montecatini, il dibattito sui rischi del Web, che si è svolto al Castello Querceta, una delle sedi dell’istituto alberghiero Ferdinando Martini.

Un centinaio di persone tra studenti, famiglie e docenti hanno aderito all’iniziativa promossa dalla professoressa Nadia Pontari in collaborazione con la collega Alice Manna, nell’ambito dei tanti progetti di legalità che la scuola porta avanti annualmente. Molti genitori avevano manifestato preoccupazione per l’allarme crescente collegato all’uso smodato e incontrollato di internet da parte dei giovani. «Non si può far finta di niente – ha detto D’Errico – noi siamo qui per fare un giusto terrorismo. I sistemi per controllare sono molti, anche alcune compagnie telefoniche forniscono applicazioni e schede telefoniche ad hoc». Poi ha citato alcuni fatti di cronaca vicini e lontani, soffermandosi sulla vicenda della ragazzina di Montecatini che un anno fa salvò la vita a una coetanea di Lucca recandosi dai carabinieri per raccontare che l’amica si sarebbe uccisa nelle ore successive allo scopo di concludere il percorso del famoso e tragico gioco Blu Whale. Numerose le domande e gli interventi dei presenti, a ulteriore testimonianza di quanto l’argomento sia ormai oggetto di discussione e inquietudine comune. Anche in Valdinievole, in effetti, l’allarme è in crescita. Fenomeni come il cyber bullismo sono sempre più diffusi o, quanto meno, vengono percepiti come tali, soprattutto in ambiti come la scuola. Al di là dei fatti eclatanti, c’è una crescente assuefazione all’utilizzo di messaggi e modalità di comunicazione particolarmente aggressive e violente. Un brodo di coltura ideale per episodi che possono avere ricadute traumatiche su singoli ragazzi. Alcuni studenti del Laboratorio di comunicazione del Martini hanno così sintetizzato le precauzioni da adottare. «Per prima cosa – scrivono – occorre assicurarsi di essere in contatto sui social network (Facebook e simili, ndr) soltanto con persone della cui identità siamo sicuri, navigare solamente su siti legali e controllati, stare in guardia contro i sempre più numerosi hacker e virus».

Il comandante dei carabinieri ha illustrato il caso di una famiglia di Pieve a Nievole: postando su Facebook la partenza per l’isola d’Elba, al loro rientro trovarono la casa svaligiata. –

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di Redazione web