Il Tirreno

Montecatini

l’omicidio di casteldelbosco 

Accertamenti sull’auto usata da Scotto

Sabrina Chiellini
Danny Scotto (a sinistra) è in carcere con l’accusa di aver ucciso Giuseppe Marchesano (a destra)
◗
Danny Scotto (a sinistra) è in carcere con l’accusa di aver ucciso Giuseppe Marchesano (a destra)

Il giovane di Chiesina Uzzanese ha confessato l’assassinio ma non ha ancora spiegato la dinamica dei fatti

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI VALDARNo. Nuovi accertamenti sulla vettura usata da Danny Scotto, 27 anni, operaio agricolo di Chiesina Uzzanese, per arrivare a Casteldelbosco, dove ha ucciso l’amico Giuseppe Marchesano, anche lui di 27 anni, la sera del 9 novembre. La Procura ha informato le parti che nei prossimi giorni saranno effettuati accertamenti tecnici sia sul pick-up intestato al nonno dell’autore dell’omicidio ma in uso all’arrestato che su una bicicletta di Danny Scotto a lui sequestrata, insieme alla vettura e a una serie di indumenti oltre alle scarpe, la mattina in cui i carabinieri lo hanno arrestato a Chiesina Uzzanese. Proseguono dunque le indagini sul delitto che ha sconvolto la famiglia Marchesano, quella dell’indagato e il piccolo paese di Casteldelbosco. A distanza di quasi un mese dalla tragedia ancora ci si chiede come i vicini di casa non abbiano sentito o visto nulla che potesse richiamare le loro attenzioni. I colpi di pistola, più di 10, esplosi da Scotto sono stati scambiati per petardi che i ragazzi del posto hanno continuato a fare esplodere anche dopo la festa di Halloween.

Con i prossimi accertamenti, la Procura avrà completato la prima fase di indagine dopo i numerosi sopralluoghi nella casa del delitto. I materiali sequestrati sono stati inviati al Ris a Roma e si attendono i risultati degli accertamenti biologici.

Scotto, quando ha confessato il delitto, durante l’interrogatorio davanti al gip Pietro Murano ha ammesso di essere andato a casa dell’amico e di avere sparato, ma non ha fornito una ricostruzione esatta dei fatti. Il movente resta in parte da chiarire, anche se gli inquirenti hanno più volte spiegato che è da ricercare nei contrasti tra i due giovani. Contrasti diventati sempre più forti dopo che la vittima aveva deciso di interrompere l’amicizia con Scotto che invece non riusciva a fare a meno dell’amico, diventato per lui una sorta di ossessione.

Dna e impronte rilevate nella casa dell’omicidio, oltre ai risultati dell’autopsia, potranno dunque aiutare a capire altri aspetti. Solo successivamente il pm, Sisto Restuccia, valuterà se e quando interrogare l’indagato, che resta in carcere, al Don Bosco a Pisa. Richiesta che potrebbe presentare anche il difensore, l’avvocato Francesca Vanni, di Pistoia, quando si conosceranno i risultati di tutti gli accertamenti effettuati da carabinieri e Procura.

Sarà importante capire, in particolare per stabilire se c’è stata la premeditazione, cosa è successo quella sera tra i due amici. E quale è stato l’elemento scatenante.

Finora Scotto, come spiega il suo legale, pur comprendendo la gravità del gesto e della situazione, appare ancora “stordito”. –

Sabrina Chiellini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera