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«Pioggia di ricorsi in arrivo dopo la sentenza sulla Tari per i vivaisti»
Conforti lancia l’allarme e bacchetta il sindaco: «Crea solo delle incertezze a danno delle aziende floricole locali con gravi rischi per tutti»
PESCIA. «La sentenza della Commissione Tributaria di Pistoia che accoglie il ricorso di una azienda locale contro la cartella pazza di Tari emessa dal Comune crea un precedente che spalanca un’autostrada ai ricorsi di altre aziende». Lo dichiara – in una nota alla stampa – il consigliere Francesco Conforti, che paventa, inoltre, come «la conseguente mancanza di gettito fiscale non può non avere conseguenze sul bilancio del Comune».
La sentenza, depositata in cancelleria lo scorso 8 novembre, ha annullato gli avvisi impugnati e ha condannato il Comune al pagamento delle spese legali. «Il sindaco commenta che non cambia nulla – scrive Conforti – ma non è assolutamente così. Inoltre, è patetico cercare di scaricare la colpa sul Commissario che non c’è più e che, comunque, non era piovuto dal cielo, ma era arrivato per l’arresto e le dimissioni del sindaco attuale. In realtà, il Commissario aveva semplicemente continuato l’opera iniziata dallo stesso sindaco, che è l’unico responsabile del regolamento Tari oggi in vigore (Deliberazione n. 45 del 31-07-2014) e quindi se ne deve assumere la piena responsabilità e cercare soluzioni».
Nella sentenza sono stati accolti i ricorsi dell’azienda floricola associata a Cia Toscana Centro sia sotto il profilo procedurale, in quanto non era stato attivato alcun confronto con il contribuente; sia sul piano sostanziale, in quanto è stata esclusa nel caso di specie l’assoggettabilità alla Tari delle superfici dedicate alla produzione agricola.
Più in generale, il testo della sentenza afferma il principio che le superfici coltivate, sia in campo che in serra, generano rifiuti speciali (che l’agricoltore tratta in conformità alla normativa vigente) e non rifiuti urbani o assimilabili soggetti a Tari.
Secondo il consigliere di minoranza sarebbe opportuno, in questo momento, fare chiarezza. «Al contrario, si crea solo confusione – prosegue la nota – non si dà alcuna certezza, come per le cartelle già emesse che non si sa che fine faranno. E l’unico obiettivo certo appare quello di fare cassa, ad ogni costo. Viceversa, io ho sempre sostenuto che, specie in queste condizioni, si dovrebbero sostenere o, quanto meno, non ostacolare, le aziende che operano sul territorio, vero cuore pulsante da cui provare a ripartire, per una ripresa comunque lenta e difficile per tutti. Ma, con tutte queste incertezze, si finisce solo col penalizzare la aziende, con rischi gravissimi per tutti. E non comprendere questi rischi spiega il livello degli amministratori attuali, che nella loro totale inadeguatezza pensano invece di poter continuare a prendere in giro l’intera città fra video, tagli di nastri e bomboloni». –
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