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Pescia 

Integrazione sociale Al via il progetto rivolto a 15 migranti

Maria Salerno

Formazione, volontariato e coinvolgimento sono alla base dell’accordo-programma tra Sds e associazioni sul territorio

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PESCIA

Favorire la coesione sociale attraverso il coinvolgimento dei migranti in attività di volontariato. È il progetto finalizzato all’integrazione di 15 migranti, ospitati nei centri di accoglienza della Valdinievole, promosso dalla Società della salute della Valdinievole grazie a un contributo di 23mila euro della Regione Toscana, a cui si aggiunge un cofinanziamento di circa 3mila euro di risorse proprie.

È stato presentato ieri, nell’ambito di una conferenza stampa che si è svolta nella sede della Società della Salute della Valdinievole, alla presenza del presidente della SdS Riccardo Franchi, del direttore Claudio Bartolini, del presidente del Coordinamento delle Pubbliche assistenze Massimiliano Bonomini, del presidente della Croce rossa di Pescia William Vergoni, del segretario generale del coordinamento provinciale delle Misericordie Alessandro Vannucchi e di alcuni operatori in rappresentanza delle cooperative Co&amp. So, Gli Altri, Gruppo Incontro e Coop Cat.

Il progetto prevede il coinvolgimento di vari partner del mondo del terzo settore: Croce Rossa, Pubblica Assistenza, Misericordia e cooperative sociali che nel territorio della Valdinievole gestiscono i centri di prima e seconda accoglienza. Oltre a favorire la coesione sociale il progetto mira a sviluppare alcune competenze trasversali attraverso la partecipazione a corsi di formazione. Per tutti e 15 i ragazzi, dopo un periodo di formazione, sono previsti dei percorsi di volontariato all’interno delle associazioni del territorio.

«Ancora una volta le associazioni di volontariato hanno mostrato la loro sensibilità e la loro volontà di contribuire al miglioramento del territorio – ha dichiarato Franchi –. La possibilità di vivere un’esperienza di volontariato all’interno di questi enti rappresenta un’occasione di avvicinamento alla comunità locale. Queste esperienze permetteranno al migrante di entrare in contatto con la cultura solidaristica e del volontariato toscano e di conoscere e riconoscere le istituzioni locali come punti cardine della società civile nella quale si sta inserendo».

«L’esperienza di volontariato – ha aggiunto Bartolini – fornisce al migrante un ruolo sociale, essendo quest’ultimo impiegato in attività di utilità sociale a favore della collettività, restituendo a quest’ultima parte di ciò che ha ricevuto nel momento in cui è stato accolto. Il migrante diviene quindi parte attiva della comunità locale, che con essa collabora e da essa è riconosciuto. Attraverso l’esperienza di volontariato e le attività formative previste potranno inoltre essere raggiunte competenze specifiche e trasversali utili per inserirsi nel mondo del lavoro, sviluppare la conoscenza della lingua italiana, approfondendo anche il vocabolario utilizzato in campo sanitario e non solo, oltre che acquisire competenze sanitarie specifiche». –



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