Andrea Quaranta è accusato di aver fatto cancellare i video dell’aggressione
Montecatini, consigliere comunale di Forza Italia ai domiciliari
MONTECATINI. Avrebbe fatto cancellare da un tecnico specializzato le immagini dell’aggressione registrate dall’impianto di videosorveglianza del bar di famiglia. Per poi cercare anche di fargli firmare una dichiarazione in cui attestava che le telecamere, quel giorno, erano disattivate.
È questo il motivo per il quale dal pomeriggio dello scorso giovedì, 8 novembre, si trova agli arresti domiciliari Andrea Quaranta, 41 anni, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia a Montecatini. L’accusa per la quale il gip del tribunale di Pistoia Luca Gaspari ha disposto la misura cautelare (che prevede anche il braccialetto elettronico) è quella di frode processuale, per aver cercato, con la manomissione delle prove, di trarre in inganno il giudice su un altro procedimento penale per cui è indagato e per il quale si trovava sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma: i reati che gli vengono contestati per ciò che era avvenuto il 19 maggio scorso davanti al Bar Granduca di corso Matteotti sono minaccia e lesioni personali aggravate dalla premeditazione.
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Reati che avrebbe commesso in concorso con un suo parente acquisito, Alessandro Benigni, 52 anni, di Buggiano, ritenuto dagli investigatori l’autore materiale dell’aggressione a suon di pugni nei confronti di Alfonso Mauriello, avvenuta perché quest’ultimo aveva malmenato, un paio d’ore prima, durante un litigio in famiglia, il figlio 19enne della propria compagna, nonché nipote del Quaranta.
Secondo il pm Claudio Curreli quella messa in atto nella tarda mattinata del 19 maggio davanti al bar sarebbe stata una punizione organizzata dal consigliere comunale. Dopo che il nipote lo aveva chiamato e gli aveva raccontato della violenta discussione avuta con Mauriello, compagno della madre. Quaranta avrebbe chiamato Benigni affinché lo aiutasse a dargli una lezione, sapendo che Mauriello sarebbe arrivato al bar per un chiarimento.
Le scene dell’aggressione erano state riprese dalle videocamere di un vicino negozio, ma non – sembrava – da quelle del bar. Secondo gli inquirenti, invece, quella registrazione c’era, ma Quaranta l’aveva fatta cancellare tra il 21 e il 22 maggio successivo. —
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