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In tribunale a Pistoia 

L'ex assessore accusa la sindaca di Pescia: «Decise lei la vendita in lotti»

Giuseppe Boi
L'ex assessore accusa la sindaca di Pescia: «Decise lei la vendita in lotti»

Franchini risponde al pm sulla cessione dell’area comunale alla Brandani «Ritenevo immorale che venisse venduta a un consigliere, preferivo Cosea»

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Pistoia

«Fu Roberta Marchi a decidere che l’area dell’ex inceneritore andava venduta frazionata. Io le proposi di intavolare una trattativa con Cosea, che si era dichiarata interessata. Anche perché ritenevo immorale vendere l’area a un consigliere comunale in carica». Questa la testimonianza di Roberto Franchini giovedì 27 settembrei in tribunale a Pistoia nel processo per la vendita del terreno edificabile nell’area comunale dell’ex inceneritore alla Brandani Gift Group. Procedimento che vede imputati tre esponenti dell’allora centrodestra maggioranza in comune: l’ex sindaco Marchi, l’ex vicesindaco Franco Baldaccini e l’ex consigliere comunale Lorenzo Brandani.

Tra un «non so non ricordo» e «un «mi rifaccio a quanto già detto nell’interrogatorio» (circostanze legittime visto che i fatti risalgono al 2011-2012 e lo stesso processo rischia di chiudersi con una prescrizione), l’allora assessore all’ambiente, all’agricoltura, all’arredo urbano e alla montagna ha risposto alle domande del pubblico ministero Claudio Curreli e degli avvocati della difesa davanti al collegio giudicante presieduto da Stefano Billet (giudici a latere Alessandra Aiello e Vanessa Rocchi).

La deposizione di Franceschi ha ruotato sulla decisione, dopo diverse aste andate a vuoto, di vendere l’area frazionata. «A proporre e decidere per la vendita in lotti fu il sindaco (forte anche di una perizia firmata da quattro tecnici che consigliava la vendita frazionata, ndr), ma io non ero d’accordo – ha sottolineato ancora Franceschi –. Mi opposi e prospettai la possibile cessione dell’area alla Cosea (proprietaria della discarica in un terreno adiacente, ndr). Avevo contatti con l’allora presidente dell’azienda che si era dichiarato interessato, ma la Marchi decise di andare avanti con la vendita frazionata dell’area».

Secondo l’accusa, proprio la scelta della vendita a pezzi avrebbe favorito l’acquisto di uno dei tre lotti da parte dell’allora consigliere comunale della maggioranza di centrodestra, nonché presidente della commissione lavori pubblici e componente della commissione bilancio, Lorenzo Brandani.

Una evenienza che Franchini dichiara di non aver mai accettato. «Se fossi stato al suo posto avrei evitato di acquistare l’area, è una questione di etica politica – ha dichiarato davanti al collegio giudicante –. Avrei preferito che la vendita non fosse avvenuta anche per l’immagine stessa dell’amministrazione. Ritenevo immorale che fosse acquistata da un consigliere comunale in carica».

Cosa che invece avvenne e ha messo nei guai lo stesso ex consigliere e gli allora sindaco e vicesindaco perché, per gli investigatori la procedura di vendita era volta a favorire proprio Brandani che, tra l’altro, aveva contribuito economicamente (e in maniera legale) alla campagna elettorale della Marchi. —


 

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