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«Giustizia per Pilù» Sit in degli animalisti ma l’udienza salta
Il processo a Pistoia è stato rinviato per un difetto di notifica Le associazioni in piazza: «Daremo noi voce a chi non la ha»
Pistoia
È un grido muto, per dare voce a chi non ha. Gli animalisti non vogliono che i riflettori si abbassino su una vicenda difficile da dimenticare. Ieri avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza del processo contro Gaetano Foco, il 29enne che, tre anni fa, seviziò e uccise Pilù, la pinsher nana della sua ex fidanzata di Pescia. Le violenze furono riprese e poi pubblicate in rete qualche mese dopo la morte della cagnolina. Il processo, per ora, non si farà (per un difetto di notifica), ma gli animalisti hanno manifestato davanti al palazzo di San Mercuriale, a Pistoia.
«Siamo qui, davanti al Tribunale di Pistoia – ha detto Bruna Monami, vicepresidente nazionale di Leal e rappresentante della sezione di Arezzo – per rappresentare tutti quei cittadini italiani che chiedono giustizia per Pilù. Non basta, infatti, dichiararsi colpevoli per rendere giustizia alle vittime. Chiediamo, quindi, la certezza della pena e di non inserire la messa alla prova per chi uccide e tortura gli animali».
«Non importa essere animalisti – ha aggiunto Giulia Fiori, presidente di Liv Toscana – per capire la gravità di quanto accaduto. I nostri figli hanno bisogno di esempi di giustizia e solidarietà” .
Sono diverse le associazioni che, al processo, si costituiranno parte civile. Ma intanto gli avvocati Andrea Sbragia (Leal e Liv Toscana) e Azzurra Eschini (Il Rifugio onlus) invitano tutti, soprattutto gli utenti dei social network, alla calma.
«È vero – dicono – quello che è accaduto alla piccola Pilù è terribile. Tuttavia non bisogna lasciarsi andare a insulti e offese, neppure sul web. Esistono le sedi opportune e l’imputato, Gaetano Foco, dovrà rendere conto qui».
Sventolano le bandiere, vengono mostrati i cartelli con scritte che invocano la giustizia, con parole vergate d’inchiostro scuro. Loro, gli animalisti, non si fermeranno. «Saremo qui, la prossima udienza – concludono le associazioni –, ma saremo in tantissimi. Da ogni parte della Toscana. Pilù, e il suo sacrificio, non devono essere dimenticati» . –
MARTINA TRIVIGNO
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