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la polemica 

Erba alta sulla strada provinciale I volontari entrano in azione

MARIA SALERNO
Erba alta sulla strada provinciale I volontari entrano in azione

Da stamani alcuni residenti della Valdiforfora inizieranno il taglio della vegetazione grazie ai mezzi forniti dalla Fattoria di Pietrabuona

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PESCIA

L'erba sulla Sp32 Valdiforfora sarà tagliata nella giornata di oggi.

Dalla Provincia (a cui spetterebbe)? No. Dal Comune (che si era impegnato a farlo in vece della Provincia)? Nemmeno. Bensì da alcuni volontari, residenti della zona, così come annunciato qualche giorno fa.

L'appuntamento è all'incrocio della discordia, quello dove la Provincia, in seguito ad un'ordinanza, ha apposto il divieto di transito a cicli e motocicli e che tante polemiche non ha mancato di suscitare in questi giorni. Grazie ai mezzi messi gratuitamente a disposizione dall'azienda agricola Fattoria di Pietrabuona, finalmente la strada sarà ripulita.

I residenti della montagna pesciatina ci avrebbero giurato che sarebbe finita così. E' il fallimento completo della politica, dicono. Alla fine la ditta specializzata è arrivata e lavorerà gratis, così come aveva richiesto il presidente della Provincia Vanni. Ma quale ditta specializzata avrebbe risposto all'appello provocazione lanciato dallo stesso Vanni, giunto tardivamente, quasi alla fine della stagione estiva, se le associazioni e gli esercizi commerciali della montagna non si fossero uniti in un'azione condivisa e coordinata?

«Probabilmente se il sindaco o il presidente della Provincia abitassero in quella zona e percorressero ogni giorno quella strada si sarebbero mossi con maggiore sollecitudine» fa notare qualcuno.

Al di là del divieto ai mezzi a due ruote, infatti, passare dal tratto interessato era diventato pericoloso anche per le automobili vista la ridotta visibilità e il sensibile restringimento della carreggiata. “E le istituzioni si sa, si mobilitano quando ci scappa il morto”, è il consueto refrain che dilaga anche sui social.

Ma questa volta la cosiddetta “società civile” non ha voluto aspettare la disgrazia e si è organizzata in proprio. «Che non ci facciano l'abitudine – sottolineano però i rappresentanti delle associazioni – non vorremmo, a giugno del prossimo anno, ritrovarci nelle stesse condizioni». —

MARIA SALERNO

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