Italia
Pedalando contro l’ordinanza che vieta le bici in Valdiforfora
Una cinquantina di bikers si sono dati appuntamento contro i divieti della Provincia. E a dare il via c’era il sindaco
PESCIA. Pedalare contro un’ordinanza di comodo, quella che vieta ai ciclisti di percorrere un tratto di 6,1 km in Val di Forfora, dall’incrocio del Ponte di Gemolano fino alla cartiera della Basilica,in direzione Lanciole. Questo l’obiettivo che, ieri mattina, ha spinto un gruppo di cicloamatori (una cinquantina in tutto) a ritrovarsi a Pietrabuona, e in bicicletta a percorrere proprio quel tratto “ingiustamente” interdetto da un’ordinanza della Provincia per motivi di sicurezza.
La vegetazione, infatti, continua a crescere in maniera incontrollata ai bordi della strada, restringendo la carreggiata e riducendo la visibilità. Ma l’ente provinciale non ha soldi in cassa e quindi, anziché provvedere allo sfalcio dell’erba, ha pensato bene di limitare il traffico veicolare ai mezzi a due ruote e introdurre il limite di velocità a 30 km/h. Un provvedimento, questo, che non ha mancato di suscitare malumori e proteste da parte dei residenti della montagna, che lamentano un “trattamento indegno da parte delle istituzioni”, colpevoli a loro dire di riscuotere tasse per non avere in cambio servizi adeguati.
E l’erba non tagliata è solo la punta dell’iceberg, verrà l’inverno e verranno i problemi più grossi, a partire dalla neve. Per spalare la quale, come ha dichiarato pochi giorni fa il presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni, mancano i soldi.
«Abbiamo voluto fare questa manifestazione per dire basta, siamo stanchi di subire le angherie della politica» dice qualcuno.
«Non è possibile risolvere con un’ordinanza di comodo che serve solo ad evitare rogne se succede qualcosa» replica un altro partecipante. Insieme ai cicloamatori, c’è anche qualche paesano che è andato in macchina fino all’incrocio della discordia, quello dove è stato apposto il cartello, che qualcuno ha tentato di vandalizzare nella notte.
A dare il via alla pedalata è il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, che si è recato anche ieri mattina sul posto per manifestare la propria vicinanza ai suoi cittadini.«Ma io ho 560 km di strade comunali a cui pensare, non posso tagliare a spese del Comune anche strade che non sono di mia competenza».
Già, il solito vecchio adagio secondo cui una strada provinciale non è di competenza del Comune e quindi le rimostranze andrebbero fatte alla Provincia. Dal canto suo la Provincia ha già risposto che non dispone di risorse in cassa a causa dei tagli operati dal governo centrale e quindi le rimostranze andrebbero fatte al governo centrale. Che probabilmente se interpellato replicherebbe che le rimostranze andrebbero fatte... all’Europa. Così la questione della cosiddetta “competenza” diventa sempre più simile al sistema dello scaricabarile e a pagare il conto sono sempre loro, i cittadini, non a caso chiamati anche “contribuenti”.
Poi c’è anche chi, come Cosimo Landini, sta al Ponte di Sorana: è uno studente e non ha ancora preso la patente. Per spostarsi dispone solo della bicicletta oppure del motorino. Prenderebbe anche l’autobus, ma in montagna l’ultima corsa parte alle 17. Ha solo una possibilità: contravvenire all’ordinanza ed esporsi quotidianamente ad una situazione che sia il Comune che la Provincia hanno certificato come “pericolosa”. Se a Cosimo. o a quelli come lui, dovesse accadere qualcosa, gli amministratori sarebbero sollevati comunque da ogni responsabilità. E a questo – se ci pensiamo – serve l’ordinanza. –
MARIA SALERNO .
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