Il Tirreno

Montecatini

dalla polizia di montecatini 

Al giovane notificato il divieto di dimora per le bottiglie molotov

M.D.

MONTECATINII poliziotti del commissariato di Montecatini lo stavano cercando da quasi un mese. Per notificargli la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Pistoia e quella dell’obbli...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI

I poliziotti del commissariato di Montecatini lo stavano cercando da quasi un mese. Per notificargli la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Pistoia e quella dell’obbligo di firma due volte al giorno alla Stazione dei carabinieri del nuovo domicilio. Emesse dal gip per i reati di minacce, percosse, tentate lesioni aggravate ed anche fabbricazione e porto in luogo pubblico di materiale esplosivo: di quelle due bottiglie molotov che la sera del primo luglio scorso – assieme al padre Alberto, che, raggiunto dalla stessa misura, si è già trasferito ad Altopascio – aveva lanciato contro due giovani, in piazza Colzi, a Pieve a Nievole.

Ieri, a Nikholas Assis Braz Berardi (questo il suo nome completo: è nato a Rio de Janeiro) il provvedimento è stato notificato nel carcere dove si trova rinchiuso per l’aggressione di Santa Croce sull’Arno. E non è escluso che a causa della sua lunga “latitanza” (rientrato da una vacanza in Croazia era sparito nel nulla), la procura possa adesso chiedere un aggravamento della misura cautelare (in effetti aveva chiesto già inizialmente gli arresti domiciliari, non concessi dal gip).

L’agguato incendiario nei confronti dei due giovani (28 e 30 anni, anche loro di Pieve a Nievole), trae origine da una motivazione sconcertante: uno di loro, nella mente del Berardi, doveva essere punito per non essere accorso in aiuto di un amico comune che nella nottata del precedente 29 giugno, a Montecatini, in piazza D’Azeglio, era stato accoltellato mentre cercava di difendere una ragazza dal fidanzato violento. Accuse e minacce andate avanti per giorni sulla chat di Instagram che erano culminate con il lancio delle due bottiglie piene di benzina da parte del 22enne, incitato nell’occasione dal padre.

Benzina che il Berrardi aveva già usato per le sue vendette: nel gennaio 2017, aveva appiccato le fiamme alla porta di casa della ragazza ucraina di cui si era invaghito, in Corso Roma, a Montecatini. Fu arrestato dalla polizia per stalking, danneggiamento e lesioni. —

M.D.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani