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giustizia amministrativa 

Provincia di Pistoia condannata a pagare 700.000 euro

MASSIMO DONATI
Provincia di Pistoia condannata a pagare 700.000 euro

Accolto dal Tar il ricorso dell’azienda che realizzò la Variante del Fossetto a Monsummano e i lavori sulla Lucchese a Pescia

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MONSUMMANO. Nuova tegola per la Provincia di Pistoia, alle prese da tempo con una disastrosa situazione economica. Dalle sue casse ormai praticamente vuote dovranno saltare fuori quasi 700.000 euro, che l’amministrazione provinciale dovrà pagare all’azienda che, fra il 2005 e il 2008, realizzò il primo lotto della Variante del Fossetto, a Monsummano, e i lavori di adeguamento della Sr 435 Lucchese, a Pescia.

A sancirlo è stato il Tribunale amministrativo regionale, che ha accolto il ricorso presentato dalla Varvarito Lavori srl. Il Tar ha riconosciuto per quei due appalti il diritto dell’azienda alla compensazione economica prevista dalla legge in relazione all’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione utilizzati.

È stato il decreto legislativo 162/2008 ad introdurre la possibilità di prevedere compensazioni e adeguamenti dei corrispettivi iniziali nel corso dell’esecuzione dell’appalto, tutte le volte in cui il prezzo dei singoli materiali da costruzione, per effetto di circostanze eccezionali, subisca variazioni in aumento o in diminuzione, superiori al 10 per cento rispetto al prezzo rilevato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell'anno di presentazione dell’offerta.

«Le finalità di detta disciplina – spiegano i giudici del Tar – non possono che essere individuare nell’evitare che il divieto della revisione prezzi possa incidere sulla qualità della prestazione affidata all’appaltatore e, ciò, nell’intento di salvaguardare l’interesse pubblico a che le prestazioni di beni e servizi relativi a rapporti contrattuali di durata con le amministrazioni pubbliche non subiscano, a causa del trascorrere del tempo, una diminuzione qualitativa».

Fatto sta che, in base ai conti fatti dalla Varvarito Lavori (riferendosi a quanto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nel maggio 2009), nel 2008 l’aumento dei prezzi dei materiali utilizzati aveva superato tale limite del 10%. In particolare per i tondini in ferro per il cemento armato, per le lamiere di acciaio per i guardrail e per il bitume utilizzato per asfaltare le strade.

Una variazione dei prezzi che in realtà la Provincia non aveva mai contestato ma che riteneva dovesse essere considerata unicamente per il primo semestre del 2008, sostenendo che i lavori in questione erano terminati entro il giugno di quell’anno. Ma non era stato così. Il Tar ha dato ragione all’azienda, sancendo che i lavori terminarono il 15 dicembre 2008. E fu proprio nel secondo semestre che furono effettuati gli interventi di maggior peso economico, tali da comportare una spesa in più di 219.619 euro per i tondini, di 155.487 per le barriere di acciaio e di 273.889 per il bitume.

Considerando ciò che ha già pagato per il primo semestre 2008, la Provincia dovrà adesso sborsare altri 615.000, oltre agli interessi di mora e agli interessi legali. —

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