Italia
Terme, troppa fretta dopo tanto immobilismo «C’è aria di elezioni?»
Il partito presenta una mozione e chiede la parità di azioni con la Regione e di informare il consiglio comunale
MONTECATINI
La legge Madia potrebbe essere bypassata dal decreto Milleproproghe (che, lo dice il nome, consentirebbe un rinvio della materia). E poi, perché questa smania di fare qualcosa per le Terme quando si è stati immobili per 9 anni? Sarà mica che si avvicinano le elezioni?
A domandarlo, in una mozione lunga ben 8 pagine, è Forza Italia, che in definitiva chiede “il sostegno di un piano di rilancio del comparto termale a vincolare il gettito derivante dalla tassa di soggiorno al restauro e manutenzione degli stabilimenti termali”. Già un paio di giorni fa il coordinamento comunale del partito aveva inviato un comunicato in cui definiva la vendita di “alcuni storici edifici termali” uno “spezzatino, che da Firenze si vuole attuare come mera operazione immobiliare”, e che rappresenterebbe “il peggiore viatico che prelude alla vera e propria fine delle Terme”. Oltre a questo, il Comune per Forza Italia “propone di fare un bando per la cessione della gestione delle sole Leopoldine, in modo tale da poter ultimare i lavori e togliere le impalcature”, laddove il partito preferirebbe invece “la privatizzazione dell’intero comparto, che possa venir incentivata da un bando di cessione delle quote societarie”.
Poi, ieri, ecco la formale mozione. Dove si evidenzia “con rammarico che a seguito del decreto Madia è fatto obbligo alla Regione di dismettere la quota di capitale delle società la cui partecipazione non è ritenuta strategica”. Valutato che “in caso di asta deserta la Regione dovrebbe chiedere la liquidazione della propria partecipazione, adempimento peraltro oggetto di rinvio dal dl Milleproroghe approvato dalla commissione Affari costituzionali del Senato”. Il partito di Berlusconi valuta inoltre “prudente che la vendita della quota regionale sia stata rinviata nell’attesa che si faccia più chiaro lo scenario”, ma “lo stato attuale di salute della società Terme potrebbe non consentire un agevole e sicuro perfezionamento delle manifestazioni di interesse ricevute”.
Considerato pertanto che “a maggio 2019 si andrà a nuove elezioni amministrative; che per oltre 9 anni l’attuale amministrazione comunale si è contraddistinta per non avere assunto alcuna iniziativa sul comparto termale; che valutare in completa autonomia, col socio Regione, di uguale colore politico e per di più a scadenza di mandato tali manifestazioni di interesse, così come assumere iniziative in merito al futuro della città a fine mandato, potrebbe essere lesivo degli interessi del futuro economico e sociale della città”.
Tutto quanto premesso Forza Italia chiede alla Regione di “retrocedere a titolo gratuito tutte le proprie azioni, o in parte, fino al raggiungimento della parità con l’azionista Comune”.
Prima di assumere qualsiasi iniziativa o decisione il consiglio comunale sia “opportunamente informato e documentato” e si favoriscano “tutte le misure necessarie affinché il piano di rilancio e gli investimenti nel compendio termale siano dotati di adeguati strumenti urbanistici, tali da attrarre gli investitori, quali ad esempio la realizzazione di strutture ricettive nell’area ex lavanderia, così come la derubricazione per taluni stabilimenti del vincolo sanitario”.
Chiede infine al Comune di impegnarsi “nel sostegno di un più ampio e completo piano di rilancio del comparto termale a vincolare il gettito derivante dalla tassa di soggiorno al restauro e manutenzione di uno o più stabilimenti termali”. –
D. M.
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