Il presidio
Artisti dagli Usa e dal Giappone per Scultori in cava al Vellano
In sette si “sfidano” nella terza edizione del simposio artistico Per due settimane lavoreranno con i blocchi di pietra serena per realizzare le loro opere
PESCIA
C’è Kumiro Sukuki, volato dal Giappone. Tom Blatt, arrivato da New York. Tomas Naegerl dall’Austria. E ancora Raffaele Vitto, Roberto Politano, Valentina Di Luca e Vanessa Bonino giunti a Vellano da varie parti d’Italia per partecipare alla terza edizione di “Scultori in Cava”, simposio che per due settimane vedrà sette giovani artisti misurarsi con i blocchi di pietra serena sotto la guida del direttore artistico Silvio Viola.
Fino al 5 agosto saranno al lavoro alla cava Nardini, l’unica cava di pietra serena attiva in provinca, e realizzeranno delle statue che, insieme a quelle delle precedenti edizioni, potrebbero un giorno finire mel museo a cielo aperto della Valleriana. Da questa idea, infatti, nasce nell’idea dell’organizzatore e direttore artistico Viola. «Siamo partiti da Castelvecchio con l’idea di realizzare 10 sculture, una per ciascuna delle frazioni della montagna – spiega –. La seconda edizione, con tema il bivio, doveva servire a crearne altre da posizionare ai bivi di ogni paese e così di seguito. Il progetto prevede anche una piattaforma web, con informazioni per il visitatore che voglia seguire il percorso artistico. Ci auguriamo che l’amministrazione ci supporti nella realizzazione».
Ogni edizione, fino ad ora ha avuto un tema, un anno fu Pinocchio e le statue furono donate alla Fondazione Collodi che le collocò nel paese, poi l’anno scorso fu omaggiata Pistoia “capitale della cultura” (a settembre le statue dovrebbero essere esposte in centro). Il tema dell’edizione 2018 è libero. «Abbiamo preferito così – spiega Viola – dando più importanza al fatto che l’arte unisce i popoli. In questo momento storico rafforzare questo messaggio ci è sembrato più importante che mai».Grande assente Iman Amirmohammadi. Lo scultore iraniano si è visto negare il visto.
Difficile credere che da un blocco di pietra a forma di parallelepipedo tra pochi giorni nascerà un pavone, ma nell’idea di Vanessa c’è proprio questo, così come dal blocco di Valentina nascerà un busto maschile, dalla lastra di Roberto prenderanno vita gli antichi mestieri. Un lavoro sapiente, fatto di palo e mazzuolo, di mole e martellini pneumatici ad aria compressa. Del resto, due settimane, sono troppo poche per realizzare un’opera tutta a mano ed ecco allora che la tecnologia fornisce un aiutino.
L’esperienza di “scultori in cava” prevede il coinvolgimento del territorio vellanese, non solo per il coinvolgimento della cava Nardini, il cui il titolare Marco Nardini ha partecipato all’organizzazione dell’evento, ma anche del museo storico etnografico del minatore e del cavatore di Publio Biagini, di cui è prevista la visita guidata venerdì alle 17. Sabato, invece, dalle 18 alle 20 chi lo desidera potrà assistere alla dimostrazione della forgiatura degli attrezzi di lavoro degli scalpellini. —
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