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Rampe e pali, “corsa” a ostacoli per disabili nelle vie di Chiesina
Nuova protesta di associazione e famigliari contro i lavori eseguiti dal Comune. «Non hanno abbattuto le barriere architettoniche, per noi è tutto molto difficile»
CHIESINA
A volte basterebbe poco per dimostrarsi lungimiranti nella realizzazione di un’opera pubblica, specie se tale opera mira ad abbattere le cosiddette barriere architettoniche e agevolare l’autonomia dei disabili, degli anziani, delle mamme con carrozzine e di tutti coloro che hanno difficoltà a muoversi. Non così a Chiesina Uzzanese, dove i lavori, ultimati a novembre dello scorso anno, che hanno portato a quello che la stessa amministrazione comunale ha definito «abbattimento totale delle barriere architettoniche» rimangono tuttora al centro di molte polemiche.
Mancano i raccordi, manca il rispetto delle pendenze delle rampe, manca la segnaletica specifica per i ciechi o gli ipovedenti. Queste le lamentele più comuni, proprio da parte di coloro che dovrebbero essere i beneficiari di tali lavori, ma che di fatto non hanno prodotto alcun cambiamento significativo nella loro mobilità e dunque vita.
Come la signora Gina, 99 anni, che per recarsi in carrozzina fino al cimitero, accompagnata dalla nipote, percorre un tragitto di circa un chilometro dalla via I Maggio passando per via Vittorio Veneto che diventa una gimkana.
«Il percorso è talmente difficoltoso sul marciapiedi – spiega la nipote Catuscia Lari – che talvolta è preferibile prendere la strada, nonostante le macchine. Percorrendo il marciapiedi ci sono molte interruzioni, che costringono ad un sali e scendi continuo, che è reso ancora più complicato dalle pendenze delle rampe che è tale da richiedere una forza non comune. Un disabile da solo non potrebbe mai farcela, viste già le difficoltà che incontra un accompagnatore».
Secondo il decreto ministeriale 236/89 alcune indicazioni tecniche prescrivono, relativamente alle pendenze, di scendere al 5 per cento, cioè fare rampe meno ripide, perché l’8 per cento indicato può creare dei problemi (ad esempio il ribaltamento) a disabili che si muovono non accompagnati o con mezzi elettrici. Le rampe realizzate a Chiesina Uzzanese avrebbero una pendenza nettamente superiore alle prescrizioni.
Lo aveva già denunciato qualche mese fa il gruppo locale della Lega. Adesso è il comitato civico “Chiesina c’è” a tornare sulla faccenda chiedendo al sindaco Marco Borgioli come mai l’amministrazione non abbia risposto a suo tempo in merito alla qualità dell’intervento realizzato, di cui si era arrivati addirittura a “farsi un vanto”.
«Il primo cittadino ci dia delle risposte – dicono i membri del comitato cittadino – soprattutto in considerazione di quei cittadini che avrebbero dovuto vedere migliorate le proprie condizioni di vita e invece si ritrovano a dover fare i conti con la stessa situazione di prima». –
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