Rapina a Lammari e fuga in Valdinievole Preso un bandito
Flori Sejdini, 26enne albanese residente a Montecatini, è accusato anche di una serie di furti diventati rapine ed era già in carcere a Lucca
Montecatini. Ancora lui. Ancora protagonista, stando agli inquirenti, di un furto trasformatosi in rapina. A Flori Sejdini, 26 anni albanese residente a Montecatini, viene notificata in carcere un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere ed eseguita dai carabinieri. Avrebbe fatto parte del commando che la sera del 30 marzo scorso aggredirono un operaio mentre con la sua compagna rientrava nella sua abitazione a Lammari dopo che sul suo cellulare era scattato il segnale d’allarme. Sejdini e i due complici lo affrontarono mentre cercava di fermarli con dei bastoni trovati fuori dalla casa e lo colpirono prima di allontanarsi verso la Valdinievole a bordo di una Renault Clio rubata.
IMPRONTE DIGITALI . Nell’auto la scientifica dei carabinieri ha trovato le impronte dell’albanese, già detenuto con un’altra ordinanza per una serie di furti commessi tra la Lucchesia, Fucecchio e la provincia di Pistoia. Sejdini era tra gli arrestati per la rapina choc ad una pensionata in via della Ralle a Segromigno in Piano: la povera anziana fu assalita in villa, legata e imbavagliata dai rapinatori che aprirono la cassaforte nel sottoscala. Un bandito violento che non esita ad accanirsi contro persone anziane e indifese.
I COMPLICI ANCORA LATITANTI . Per la procura Sejdini è uno dei componenti di spicco di una batteria di malavitosi che spazia in un territorio che va dalla Piana di Lucca alla Valdinievole. Faceva parte del terzetto che entrò in azione la sera del 30 marzo scorso dopo aver commesso almeno tre furti tra Segromigno e Gragnano. Dopo l’aggressione ai coniugi per trovare il varco giusto per la fuga, la Clio venne intercettata dai carabinieri del radiomobile. Ma la vettura militare fu speronata dai banditi in fuga in località Quattro Mura a Gragnano sulla via Pesciatina. I malviventi riuscirono ad uscire dall’abitacolo e a fuggire a piedi nei boschi. Ma un’impronta rilevata sulla portiera dell’utilitaria e le celle telefoniche hanno portato gli investigatori a Sejdini, già detenuto da maggio. A lui e a tre connazionali era stato attribuito un furto in una abitazione di via delle Sane Vecchie a Segromigno. A scoprire la gang dell’Est fu la radiolina collocata nella culla di un bambino di appena tre mesi. I genitori accorsero riuscendo a fornire agli inquirenti la targa dell’auto. All’appello adesso mancano gli altri due complici dell’albanese che nelle prossime ore sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari. Finora non ha dato segni di ravvedimento e tantomeno mostrato di voler collaborare all'indagine sulla rapina choc a Lammari. Sejdini è accusato anche di ricettazione. Il motivo? All’interno dell’auto rubata gli inquirenti hanno trovato vario materiale ritenuto provento di furto. –
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