Il presidio
Rissa con un 31enne «Quell’uomo non deve guardare mia figlia»
Il genitore che accusa un nigeriano di molestie alla bimba: «Queste cose non devono succedere, occorre attenzione»
PESCIA
«Non doveva permettersi di guardare mia figlia in quel modo». Parla il padre della ragazzina 11enne che domenica sera è stata protagonista, suo malgrado, di una vicenda culminata in una rissa che ha coinvolto il padre e un 31enne nigeriano che l’avrebbe spaventata, avvicinandosi più del dovuto al posto dove la bimba stava giocando con un’amica e guardandola fino al punto da spaventarla.
«Stavamo festeggiando il mio 30esimo compleanno – ha raccontato l’uomo, di cui non riveliamo le generalità per non rendere riconoscibile la bambina – a casa dei miei suoceri. Mia figlia giocava con un’amica, poco distante, nel parcheggio del vecchio mercato dei Fiori quando tre ragazzi di colore si sono loro avvicinati e hanno iniziato a dare fastidio. Tanto che mia cognata, che guardava dalla finestra le ha richiamate in casa. Lì le ragazzine hanno riferito l’accaduto. Mi sono affacciato e mi sono trovato questo ragazzo in bicicletta che ha iniziato a parlarmi in una lingua che non comprendevo, alla mia richiesta di dirmi che voleva mi ha risposto: “Falla uscire che voglio fare l’amore”.
Al che è iniziata una discussione e l’inevitabile rissa scoppiata in piazza XX Settembre, dove io e altre persone li abbiamo raggiunti e fermati. Per fortuna sono prontamente intervenuti i carabinieri, a cui poi ho sporto denuncia».
Il padre della ragazzina appare sollevato per il fatto che «alla fine non è successo niente», ma non nasconde la rabbia e la preoccupazione per quanto accaduto. «A Pescia ci sono tanti bambini e queste cose non dovrebbero mai accadere, ecco perché se qualcuno nota qualche movimento strano dovrebbe subito segnalarlo. Non ne faccio una questione di razzismo. Poteva essere anche un italiano, queste cose non dovrebbero accadere».
Il nigeriano è stato fermato e denunciato per molestie personali su querela del padre della ragazzina. Inizialmente si diceva che lo stesso fosse residente a Pescia, ma secondo altre fonti il ragazzo abita a Lucca e si trovava a Pescia solo di passaggio.
La versione ufficiale dei carabinieri, che hanno raccolto la denuncia, in alcuni punti non collima col racconto fatto dal genitore al Tirreno.
Secondo i carabinieri, infatti, la ragazza stava tornando a casa e si sarebbe in qualche modo sentita “inseguita” dal ragazzo di colore. Ad ogni modo non c’è traccia di “molestia sessuale” come erroneamente il tam tam sui social nel giro di breve tempo ha fatto emergere, facendo in modo che la storia assumesse contorni più tragici e malsani di quelli che effettivamente ha avuto.
Il genitore della ragazzina ha sottolineato, ad ogni modo, il desiderio che quanto accaduto non passasse inosservato (anche per questo ha voluto parlare col sindaco Oreste Giurlani) perché i bambini devono sentirsi liberi di poter giocare senza pericoli” . –
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