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Addio al mitico “Uge” colonna del Margine

MARGINE COPERTA. La grande famiglia della Polisportiva Margine Coperta ed il calcio valdinievolino piangono la perdita di un personaggio storico del club come Eugenio Michelotti, per tutti “Uge”. Una...

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MARGINE COPERTA. La grande famiglia della Polisportiva Margine Coperta ed il calcio valdinievolino piangono la perdita di un personaggio storico del club come Eugenio Michelotti, per tutti “Uge”. Una pietra miliare su cui il sodalizio di via Togliatti pose solide fondamenta più di 40 anni fa e che, con l’inseparabile amico di Renzo Brizzi, condivise e fece diventare realtà l’idea di creare quello che è poi diventato il polifunzionale centro sportivo e la sua seconda casa.

Titolare della carrozzeria “Michelotti e Parlanti”, ogni fine settimana, montgomery o giacca mimetica, arrivava al campo con le mani in tasca e l’aria da eterno guascone, quasi di soppiatto, soffermandosi sul ponticino vicino agli spogliatoi per vedere dove erano gli altri dirigenti e studiare la battuta adeguata per rallegrare la compagnia.

Del resto, l’arte di sdrammatizzare, quasi ad esorcizzare i momenti difficili che ogni società vive, era la sua arma vincente, oltre alla franchezza nei modi e nei giudizi.

Negli ultimi tempi, per motivi di salute, la sue “visite” all’amato centro sportivo erano sempre meno frequenti. Però la telefonata ai compagni di avventura per sapere i risultati e come andavano le cose non mancava mai.

Ha sostenuto con estrema dignità, ed altrettanta riservatezza, la dura battaglia contro il male, sorretto dalla dolcissima moglie Anna e dai figli Matteo e Federico. Giovedì sera “Uge” si è arreso, lasciando nello sconforto familiari, tanti amici e coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La salma è stata esposta alla Misericordia di Pieve a Nievole dove avverrà l’ultimo saluto prima della cremazione. Per suo espresso desiderio non ci si terrà alcuna cerimonia funebre.

Con la scomparsa di Michelotti se ne va via un’importate pezzo di vita della Polisportiva Margine Coperta. Restano gli aneddoti, i successi e le sconfitte, trattati alla stessa maniera, il sorriso beffardo e scanzonato e la passione incondizionata di chi crede nei sogni e non lo da a vedere.

Roberto Grazzini

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