Il Tirreno

Montecatini

Formazione lavoro e 100 paia di scarpe per chi ne ha bisogno

di Luca Signorini
La consegna delle scarpe (presente il sindaco Rinaldo Vanni) alla Pubblica assistenza monsummanese
◗
La consegna delle scarpe (presente il sindaco Rinaldo Vanni) alla Pubblica assistenza monsummanese

Monsummano, cerimonia di consegna alla Pubblica assistenza delle calzature realizzate durante i corsi gratuiti organizzati da Openjobmetis

3 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Lavoro e beneficenza. Una tradizione che non si disperde: saper fare le scarpe. E a Monsummano le scarpe sono (ancora) tutto. Giovani avviati alla manovia, lanciati nel mercato del lavoro con competenze specializzate. E, infatti, tutti un contratto l’hanno ottenuto: prima di somministrazione, poi di apprendistato, a quel punto gli scatti di carriera sono affar (e bravura) loro. Ma l’agenzia per il lavoro Openjobmetis da parte sua ha centrato l’obiettivo: formare lavoratori Under 30 per il settore calzaturiero, e tra l’altro formarli in maniera gratuita, farli assumere nelle aziende del distretto, e già che c’erano donare le calzature assemblate dai ragazzi alle associazioni di volontariato.

L’ultimo corso promosso da Openjob (che ne fa due all’anno, uno in primavera e uno in autunno), si è da poco concluso e ha coinvolto 6 giovani (il più “vecchio” ha 27 anni): 80 paia di scarpe prodotte sono andate alla Misericordia di Soiana e Morrona, in provincia di Pisa, e un altro centinaio alla Pubblica Assistenza Monsummanese.

«Da circa cinque anni organizziamo corsi per personale di produzione del settore calzaturiero, con una formazione molto pratica sulla manovia che si svolge all’interno di un calzaturificio – spiega Elena Giorgi, responsabile dell’agenzia per la Toscana Ovest (filiali di Monsummano, in via Risorgimento, Empoli e Pontedera) – il percorso è gratuito per i giovani grazie ai fondi Forma.Temp, che però vengono erogati solo se il corsista ottiene davvero un contratto di lavoro. In pratica quasi ci sostituiamo in questo primo approccio alle aziende, che poi naturalmente proseguiranno con la propria formazione interna. Il problema in numerose realtà, di questo settore e di altri, è il ricambio generazionale quando va in pensione il personale superspecializzato. Il senso del nostro progetto è questo: avviare i giovani ad essere superspecializzati».

Grazie ai corsi di formazione intensiva (che durano 250 ore per 6 settimane), in cinque anni Openjobmetis ha collocato oltre 70 lavoratori tra i venti e i trent’anni. E non ci sono soltanto le calzature: nell’area vasta di riferimento (Valdinievole, Empolese, Valdera e Valdarno), gli altri operai specializzati più richiesti sono quelli del comparto metalmeccanico. E le fasi del progetto sono sempre le stesse: esercitazioni pratiche (con un po’ di lezioni teoriche), firma del contratto di assunzione, donazione dei materiali realizzati.

Questo della beneficenza è l’ultimo punto ma certo non meno importante: «Credo che il progetto di Openjobmetis sia molto valido ed efficacie, dà opportunità di impiego e fa riscoprire un mestiere che i nostri nonni facevano in casa – dice il presidente della Pubblica Assistenza Monsummanese, Salvatore Puntillo – e poi abbiamo ricevuto 100 paia di scarpe uomo-donna: adesso le mettiamo a disposizione delle parrocchie della città e dell’ufficio servizi sociali per distribuirle ai cittadini che ne hanno bisogno».

Quando ci sono de meriti, vanno esaltati.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera